Accordo raggiunto al Senato americano sulla "public option", l’ostacolo che minacciava di far deragliare la riforma sanitaria. I leader democratici hanno sostituito la proposta di una opzione pubblica, cioè di un piano governativo che garantisse l’assistenza alle famiglie che ne sono prive, con una nuova formula:
l’estensione di Medicare, il programma federale per gli anziani che scatta a 65 anni, a tutti coloro che hanno compiuto 55 anni. A ciò si aggiunge l’incarico affidato a un ufficio federale, l’Office of Personnel Management, di trattare con le compagnie di assicurazione il decollo di inediti piani sanitari nazionali, non profit e a basso costo ma privati.
L’intesa, ancora di massima e che dovrà superare il test del dibattito parlamentare, ha già ottenuto la benedizione di Barack Obama, che proprio ieri ha annunciato lo stanziamento di circa 6oo milioni di per il rinnovamento di 85 centri sanitari locali che accolgono ogni anno 5oo mila pazienti. Obama ha-definito il compromesso un «passo cruciale» verso la riforma della sanità. Una riforma che è diventata la sua priorità di politica interna e il cui fallimento rischierebbe di danneggiare gravemente la sua presidenza. La "public option", il varo e la gestione diretta da parte del governo di un piano sanitario in concorrenza con polizze private, in realtà non svanisce del tutto. Resta però solo come ultima spiaggia: potrebbe scattare qualora le nuove misure fallissero, uno scenario giudicato improbabile a Washington. I nuovi piani nazionali privati a basso costo si ispirerebbero, in versione ridotta, a programmi oggi offerti ai dipendenti federali. L’idea di un nuovo grande piano di assistenza pubblica, pur se limitato ai non assicurati, è caduta sotto le dure proteste dei democratici moderati oltre che dei repubblicani. Defezioni nel partito di Obama, infatti, avrebbero potuto mettere in pericolo l’intera riforma: per concludere il dibattito e portare la legge al giudizio finale in aula il Senato ha bisogno di una super-maggioranza di 6o voti su cento. I democratici normalmente controllano 58 seggi e possono contare sul voto di due indipendenti. Ma questa volta alcuni esponenti della corrente più conservatrice, quali Ben Nelson del Nebraska, hanno minacciato di votare contro se non saranno soddisfatti. Nelson è stato anche coautore, con il repubblicano Orrin Hatch, di un emendamento per proi-bire che nell’ambito della riforma fondi pubblici finiscano a finanziare polizze che coprono l’aborto.
L’emendamento è stato bocciato ma l’aborto rimane al centro di accese polemiche e potrebbe pesare sull`esito finale. Il compromesso sulla public option è così parso essenziale. E stato messo a punto da un gruppo negoziale formato da dieci senatori democratici, cinque moderati e cinque liberali, convocato dal leader di maggioranza Harry Reid. Il quale ha parlato di un’«ampia intesa», che adesso verrà inviata al Congressional Budget Office per una valutazione dei costi. La soluzione ideata intende rassicurare sia i critici che temono una presenza eccessiva del governo nella sanità che i progressisti., i quali vedono al contrario nel ruolo delle autorità federali il pilastro della riforma. E ieri due influenti voci di opposti schieramenti si sono espresse cautamente a favore dell’equilibrio trovato: l’ex presidente del partito, il liberai Howard Dean, e l’indipendente moderato Joe Lieberman. Se a Lieberman sta a cuore un’archiviazione dell’opzione pubblica vera e propria, a Dean piace soprattutto l`allargamento di Medicare: ne avrebbero diritto, pagando premi resi meno cari da aiuti pubblici, fino a tre milioni di persone che hanno tra i 55 e i 64 anni e sono privi di altra assistenza.
Elemento centrale del compromesso è anche l’Office of Personnel Management, che già controlla l’assistenza sanitaria ricevuta da parlamentari e dipendenti pubblici: spetterà a questo ente concordare i nuovi piani sanitari privati non-profit da mettere a disposizione degli Exchange, le borse della sanità dove quasi 40 milioni di cittadini non assicurati potranno recarsi per acquistare polizze. Queste dovranno essere offerte da società di assicurazioni e, se le aziende non si facessero avanti, l`ente federale avrà il potere di preparare un piano tutto pubblico.
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