Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL

Barriere architettoniche

Immaginate di essere una persona con grave disabilità che ha bisogno di un ausilio specifico per vivere in autonomia e che la ASL, invece di fornirvi ciò che vi è stato prescritto, vi offra un presidio diverso, privo delle caratteristiche necessarie. Immaginate poi che, per ottenere quelle funzioni indispensabili, vi venga chiesto di pagare di tasca vostra oltre 10.000 euro. Non è un’ipotesi astratta, ma una situazione che si ripete con grande frequenza, come dimostrato dall’indagine svolta nei mesi scorsi dall’Associazione Luca Coscioni.

Proprio per questo abbiamo deciso, come Associazione, di prendere in carico un caso concreto e rappresentativo di questa realtà. Alla prima udienza, il Giudice, letti gli atti delle parti, ha invitato la ASL a verificare la possibilità di giungere ad una soluzione bonaria della controversia.

Nel nostro ricorso abbiamo evidenziato come il presidio richiesto costituisca un rinnovo di un ausilio già utilizzato e già autorizzato, sottolineando inoltre come l’ASL non abbia adeguatamente compreso l’effettiva inidoneità dell’ausilio che intendeva concedere rispetto alle esigenze di autonomia e di inserimento sociale della persona con disabilità.

L’ASL si è costituita sostenendo di aver comunque garantito una soluzione conforme ai LEA, ritenendo non indispensabili alcune componenti richieste e qualificandole come semplici accessori. Una posizione che appare particolarmente preoccupante, se si considera che tali dispositivi sono invece essenziali per l’autonomia della persona, e che evidenzia una mancata reale conoscenza delle esigenze concrete dei propri assistiti: non tutte le carrozzine sono uguali, e un presidio inidoneo può di fatto costringere una persona con disabilità a rimanere relegata in casa.

L’Associazione Luca Coscioni, promotrice della tutela, intende ribadire con forza un principio fondamentale: ogni persona, anche in presenza di disabilità, ha diritto ad essere libera nelle proprie scelte di vita e pienamente inclusa nella società.

Alessandro Bardini nasce a Roma il 21 marzo del 1977. Nel 1998, a causa di un incidente motociclistico, che gli ha causato la lesione del midollo spinale vive su di una sedia a rotelle. Successivamente, al trauma resosi conto di come la disabilità fosse affrontata solamente a parole. Ha deciso di ultimare gli studi, Laureandosi in Giurisprudenza e Diritto Canonico. È iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma, città dove vive e svolge prevalentemente la sua attività professionale. Difensore in molte procedure per la dichiarazione di comportamento discriminatorio delle persone con handicap e per il riconoscimento di protesi ed ausili. Impegnato per i dei diritti delle persone con disabilità e per il loro inserimento sociale in ogni campo. Dal 2018 è entrato a far parte dell’Associazione Luca Coscioni