Il GIP archivia la disobbedienza civile di Marco Cappato, Marco Perduca e Vittorio Parpaglioni per aver accompagnato in Svizzera Sibilla Barbieri

Luigi Manconi, Riccardo Magi e Ivan Scalfarotto, che si erano autodenunciati per aver contribuito a finanziare il viaggio di Sibilla Barbieri, non sono stati invece iscritti nel registro degli indagati

Marco Cappato, Marco Perduca e Filomena Gallo commentano: “Con la legge del Governo, i disobbedienti sarebbero stati condannati. Chiediamo alla maggioranza di ritirare la legge”. Termina lunedì la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni.

La giudice per le indagini preliminari di Roma, Tamara De Amicis, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per aiuto al suicidio nei confronti di Vittorio Parpaglioni, figlio dell’attrice e regista Sibilla Barbieri, di Marco Cappato e dell’ex senatore Marco Perduca, in relazione all’aiuto al suicidio fornito a Sibilla Barbieri, morta in Svizzera il 31 ottobre 2023.

Il procedimento riguardava l’aiuto materiale e organizzativo fornito a Sibilla Barbieri, affetta da patologia oncologica irreversibile che, dopo il diniego ricevuto dalla ASL Roma 1, aveva deciso di ricorrere al “suicidio assistito” all’estero.

Nel caso di Sibilla Barbieri la ASL aveva accertato tre dei quattro requisiti previsti dalla sentenza 242/2019: patologia irreversibile, sofferenze intollerabili e piena capacità di decisione. Il nodo riguardava il trattamento di sostegno vitale: pur essendo dipendente da una corposa terapia antalgica e dall’ossigenoterapia, la commissione medica della ASL Roma 1 lo aveva escluso con un’interpretazione restrittiva. L’archiviazione recepisce invece l’interpretazione estensiva poi confermata dalla Corte costituzionale con la sentenza 135/2024, secondo cui il sostegno vitale comprende anche trattamenti farmacologici e assistenziali.

Sibilla Barbieri aveva attivato la procedura nell’agosto 2023, ma il diniego della ASL Roma 1, impugnato dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni coordinato da Filomena Gallo (e formato anche dagli avvocati Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli), non fu riesaminato in tempi compatibili con il rapido aggravarsi delle sue condizioni. Né furono disposte nuove verifiche.

A causa del diniego e del peggioramento delle sue condizioni, Vittorio Parpaglioni e Marco Perduca hanno accompagnato Sibilla Barbieri in Svizzera, mentre anche Marco Cappato ha contribuito all’organizzazione del viaggio attraverso l’Associazione Soccorso Civile, da lui fondata insieme a Mina Welby per supportare chi sceglie la morte volontaria assistita all’estero. Il viaggio è stato finanziato anche da Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto e Riccardo Magi.

“Quella di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione legata a un’azione di disobbedienza civile resa necessaria per superare le discriminazioni nell’interpretazione del requisito del trattamento di sostegno vitale. Il nodo centrale resta la decisione della ASL, che ha negato un diritto che, come riconosciuto anche dal parere del Comitato etico, avrebbe dovuto essere riconosciuto: Sibilla avrebbe potuto essere aiutata in Italia.

Per questo torniamo a chiedere norme chiare che non ostacolino, ma garantiscano l’autodeterminazione delle persone che soffrono e non hanno prospettive terapeutiche. Il disegno di legge del Governo oggi in Senato, invece, cancellerebbe quanto già riconosciuto dalla Corte costituzionale. Per questo è in corso la nostra mobilitazione per chiedere il ritiro del testo”, ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

A oggi sono 14 le persone che hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito in Italia, di cui 10 seguite dal team legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo. Negli anni Marco Cappato, e gli iscritti all’Associazione Soccorso Civile, sono stati indagati e processati rischiando pene dai 5 ai 12 anni di carcere. Il caso di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione predisposta a seguito di disobbedienze civili. Restano ancora aperti procedimenti i tribunali di Milano, Como e Bologna.

Marco Perduca e Marco Cappato dichiarano: “Se fosse stata in vigore la legge presentata dal Governo che è all’esame del Senato, insieme a Vittorio Parpaglioni saremmo stati processati e con ogni probabilità condannati per aver aiutato Sibilla a raggiungere la Svizzera. Sibilla infatti dipendeva da una corposa terapia farmacologica e dall’ossigenoterapia, oggi pienamente riconosciute come sostegno vitale. Il Governo, invece, vuole restringere questo requisito ai soli trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, cioè alle macchine”.

In questi giorni è ancora in corso, fino a lunedì, la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni proprio per chiedere che il Governo ritiri la legge in esame al Senato e avvii la discussione della legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.