In ritardo sulle promesse elettorali fatte a una delle componenti più cruciali della coalizione che lo ha eletto, Barack Obama ha rilanciato l’impegno della sua Amministrazione verso la comunità gay.
Alla vigilia della marcia, che ieri ha portato a Washington centinaia di migliaia di attivisti del movimento per i diritti degli omosessuali, il presidente ha annunciato che spingerà sul Congresso per porre fine al divieto a gay e lesbiche di servire apertamente nell’esercito e per abolire il Defense of Marriage Act, che definisce il matrimonio unicamente come l’unione tra un uomo e una donna. «Per 3o anni voi avete dato una voce a chi non l’aveva, ma nonostante i progressi compiuti, ci sono ancora leggi da cambiare e cuori da aprire», ha detto Obama sabato sera al gala del Human Rights Campaign, il più grande gruppo di difesa dei diritti dei gay negli Stati Uniti. Un discorso difficile, quello del presidente, che negli ultimi tempi è stato accusato di aver messo in secondo piano l’agenda politica degli omosessuali. C’erano anche dei dimostranti che lo hanno contestato, fuori dal Convention Center dove si svolgeva l’evento: Obama non ha nascosto i dissensi: «Riconosco con onestà che molti di voi non sono convinti che i progressi procedano a un ritmo soddisfacente. Non sono io a potervi dire di aver pazienza, ma posso dire che abbiamo fatto alcuni progressi e altri ne faremo. La vostra storia e la vostra battaglia continuano e io ci sono dentro insieme a voi». Una frase che ha galvanizzato .la sala. Ma Obama ha anche ricordato che i temi di cui è stato costretto a occuparsi nei primi 6 mesi della sua presidenza, riguardano la vita di tutti gli americani e quindi anche quella degli omosessuali: «Siamo tutti interessati a rilanciare l’economia, creare lavoro, migliorare le nostre scuole, dare a tutti l’assistenza medica, far fronte alle sfide che ci vengono da Iraq e Afghanistan». Sul tema più spinoso, quello dei gay nell’esercito, Obama ha confermato di voler cancellare l’ipocrisia del «don’t ask, don’t tell», non chiedere, non dire, la regola in vigore, introdotta da Bill Clinton, che ammette omosessuali e lesbiche nei ranghi, a condizione che tacciano sulle loro tendenze. «Non dovremmo punire patrioti americani che hanno servito il nostro Paese: sto lavorando col Pentagono e il Congresso per porre fine a questa politica, una nuova legge è già stata presentata alle Camere. Mi impegno a chiudere col "don’t ask don’t tell"», ha promesso il presidente, senza tuttavia fornire dettagli. Delle coppie dello stesso sesso, Obama ha detto che «hanno gli stessi diritti e responsabilità di ogni coppia sposata in questo Paese». E ha rinnovato l’impegno a far abolire il Defense of Marriage Act, sostituendolo con il Domestic Partners Benefit and Obligation Act.