Oggi e’ uscito sulla stampa riminese un intervento del sig. Giovanni Paolo Ramonda responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII che trovare a questo link http://old.associazionelucacoscioni.it/sites/default/files/hydra/LaComunitaDiDonBenziARavaioliNonSiaCompliceDiQuestoMisfatto25012010Voce.jpg
Risponde Fabio Pazzaglia con una lettera aperta che trovate di seguito
Caro Dott. Ramonda,
le Sue parole feriscono.
Mi chiedo che cosa Le possa essere accaduto di così tanto spiacevole per avere una così scarsa considerazione delle donne e degli uomini ed in particolare di quelle persone che convivono con gravi malattie. Io sono una di queste, un cittadino con handicap che, come sostiene Lei, con l’introduzione del Registro per il Testamento Biologico, verrei convinto a togliere il disturbo, prima o poi.
Io amo la vita almeno quanto Lei.
E quando affronto tematiche legate al termine della vita la prima cosa che dico sempre a chi mi ascolta è che non siamo di fronte ad uno scontro tra chi
è a favore della vita e chi è a favore della morte. Tutti i malati vogliono guarire, non morire. Anche a me piacerebbe guarire. Lo spero tanto.
Ma quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine a una sopravvivenza crudelmente biologica, io penso che questa sua volontà vada accolta con quella pietà che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.
Il Testamento Biologico è un documento con cui una persona capace di intendere e di volere esprime la propria volontà circa le terapie e i trattamenti sanitari cui desidera o non desidera essere sottoposta nell’eventualità dovesse perdere la capacità di comprendere e di esprimersi.
Per questo serve il testamento biologico. Perchè le indicazioni lasciate dal paziente, quando ne aveva la possibilità, siano d’aiuto al medico e di conforto ai familiari.
Il Comune di Rimini, alla fine di un percorso durato un anno durante il quale abbiamo visto cadere pregiudizi e incomprensioni, è nella possibilità giuridica ed amministrativa di istituire un Registro volto ad introdurre il riconoscimento formale delle dichiarazioni anticipate di volontà. Non un imposizione dunque ma un servizio rivolto solo ed esclusivamente ai cittadini interessati, e di conseguenza un nuovo spazio di democrazia nel rispetto delle sensibilità di ognuno.
fabio pazzaglia
consigliere comunale pd