Il Papa: «No alla scienza senza fede, è presuntuoso» Hack: «Operano su due piani diversi»

La scienza non può considerarsi «autosufficiente», ma dovrebbe avere «l`umiltà e il coraggio» di aprirsi al mistero di Dio. Nel giorno dell`Epifania papa Ratzinger punta il dito contro una «sapienza» spesso dimentica della fede, e un`umanità «troppo sicura di se stessa», in cui «Erode sembra essere sempre più forte» e il bambino Gesù «addirittura calpestato». Così mentre nella Spagna di Zapatero imperversa lo scontro sull`aborto e mentre l`Italia si appresta a

rimettere mano alla tormentata proposta di legge sul biotestamento, Benedetto XVI ha colto l`occasione per riaffermare il rispetto della vita e la necessità di tenere unite scienza e fede, nonché della possibilità, per ognuno e in ogni epoca, di «vedere la stella» e iniziare un nuovo cammino. L`Epifania, come il Natale ha ribadito il Papa – «non è un sogno», ma «la Verità che si irradia nel mondo». Ma «i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi». Una indifferenza, ha osservato il pontefice, favorita dalla «troppa sicurezza in se stessi», dalla «pretesa di conoscere perfettamente la realtà», dalla «presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose», sentimenti che «rendono chiusi e insensibili i loro cuori alla novità di Dio». Un male che coglie i «sapienti» di oggi, coane i potenti dell`anno zero. A giungere per primi alla mangiatoia, infatti, non furono i re della terra, ma i Magi, «personaggi sconosciuti, forse visti con sospetto», ma capaci di unire il loro sapere alla luce della fede. Una dote che porta il Papa a definir- li «modelli degli autentici cercatori della verità», senza imbarazzo nel chiedere indicazioni ai sacerdoti, né nel dare ascolto a sogni e profezie. Dopo la preghiera mariana, ricordando la Giornata missionaria dei bambini, papa Ratzinger ha citato Pio XII, definendolo«venera- bile», per la prima volta in un discorso pubblico dopo la firma del decreto che riconosce le sue «virtù eroiche». Alle parole del Papa sulla scienza ha risposto l`astrofisica Margherita Hack, affermando che la scienza e la fede «operano su due piani diversi: se la scienza fosse aperta a rivelazioni e appelli divini, allora non si tratterebbe più di scienza». Dunque, ha proseguito l`astrofisica, «per i credenti Dio spiega tutto, mentre per i non credenti, come me, Dio è un`invenzione per spiegare ciò che la scienza non è in grado di spiegare». Secondo il fisico e scienziato Antonio Zichichi, presidente della World federation of scientist (Wfs), la scienza «vede solo una parte della realtà, ovvero la parte che riguarda la materia inerte, studia solo la realtà di stampo galileiano, cioè quella sperimentabile e riproducibile in laboratorio. Ma non quella che riguarda il mistero della vita».

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