Caserta è il primo capoluogo di provincia della Campania a deliberare sul testamento biologico. Nella seduta di mercoledì il consiglio comunale, su pressing delle associazioni «Luca Coscioni», «Legalità e Trasparenza» e «Gli Amici di Eleonora» (che a partire dallo scorso mese di luglio hanno raccolto centinaia di firme sul territorio a sostegno della petizione popolare contro l’accanimento terapeutico e per l’istituzione di un Registro per le dichiarazioni di volontà) ha infatti approvato una mozione
che delega la giunta a istituire proprio un registro per le dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti di natura medica. In pratica, nel registro verranno raccolte le comunicazioni dei residenti in merito all’ esistenza di precise volontà in caso di malattia irreversibile che dovranno essere depositate presso un notaio o custodite da un medico di fiducia se non addirittura dal cittadino stesso. Sarà il regolamento comunale a stabilire le modalità di accesso al registro nel rispetto della normativa sulla privacy e a definire le procedure di trasmissione delle dichiarazioni al Ministero della Salute e delle Politiche sociali, al Comitato nazionale di bioetica, alla Provincia e all’Asl competente. Ancora poco o nulla si sa invece sulla tempistica. Ciò che è certo al momento è che il regolamento, da sottoporre al vaglio del consiglio comunale, non sarà pronto prima di un mese. Più che soddisfatti i promotori della petizione popolare che da anni si battono per il riconoscimento della libertà del cittadino di scegliersi le cure, soprattutto se in fin di vita. «Obbligare per legge le persone a sottoporsi o a subire trattamenti sanitari indesiderati e non voluti – spiega Claudio Lunghini dell’associazione «Gli Amici di Eleonora» – rappresenta, secondo noi, una violazione delle norme di diritto che spesso sconfina anche nell’accanimento terapeutico». Da qui la battaglia a sostegno di un registro ad hoc che tuttavia non è ancora riconosciuto dalla legge: il cosiddetto ddl Calabrò, approvato di recente in Senato (e ora in discussione alla Camera) tra l’altro impone l’idratazione e l’alimentazione artificiale anche nel caso in cui nel testamento biologico sia riportata la volontà di non essere intubati. «Se questo testo sarà ratificato anche dalla Camera – conclude Lunghini – temiamo vi saranno innumerevoli ricorsi alla magistratura per riportarlo nel corretto solco costituzionale. Noi saremo i primi a opporci in tutte le sedi giurisdizionali perché riteniamo che questa legge contrasti fortemente con quanto previsto dalla Costituzione italiana, dai trattati europei e da quelli internazionali come la Convenzione sui diritti dei disabili». Non la pensano così i rappresentanti del Pdl e dell’Udc (undici in tutto) che in aula mercoledì hanno preferito astenersi o votare contro la mozione: «Non ha senso – ha dichiarato al riguardo il consigliere in quota Pdl, Teresa Ucciero – approvare un documento che prevede l’istituzione di un registro che non ha valore legale e che contrasta con quanto previsto dal disegno di legge già approvato in Senato. In questo modo non si fa altro che prendere in giro i cittadini senza risolvere concretamente il problema». Nella stessa direzione l’intervento dell’ex forzista Filippo Mazzarella che, pur riconoscendo l’importanza della tematica, particolarmente cara all’opinione pubblica, ha invitato i presenti a rinviare la discussione che, a suo avviso, avrebbe meritato ben altri approfondimenti: «Meglio sarebbe stato attendere la conclusione dell’ iter parlamentare – ha dichiarato a margine del consiglio comunale – per poi assumere le decisioni appropriate piuttosto che impegnarsi a istituire un registro non ancora riconosciuto sul piano legale» .