Via al testamento biologico Betori contro i cattolici del sì

Federica Sanna

Via al testamento biologico
Betori contro i cattolici del sì

Il consiglio comunale ha approvato l’istituzione del registro dei testamenti biologici con 26 voti a favore e 18 contro: tra i contrari tutta l’opposizione e tre consiglieri del Pd: Scino, De Crescenzo e Fratini

Anche il Comune di Firenze (dopo Pisa e Calenzano in Toscana) avrà un registro dei testamenti biologici. Do­ve tutti i cittadini potranno inserire le proprie volontà anticipate, sotto­scritte già da un notaio, e indicare un fiduciario. Ieri il Consiglio comunale — con una maggioranza spaccata— ha approvato la delibera: «Un atto amministrativo» lo definiscono i con­siglieri favorevoli (26 in totale, 18 i contrari). Ma passa appena un’ora e arriva la dura presa di posizione della curia di Firen­ze (e quindi dell’arcivesco­vo Giuseppe Betori) che bolla il registro come «un atto ideologico, illegitti­mo e privo di efficacia giuridica ».

L’ARCIDIOCESI – La chiesa fiorenti­na aveva già manife­stato il suo «profondo dissenso» quando fu vo­tata la mozione a favore della cittadinanza a Beppino Englaro. E ora torna all’attacco: «La città — c’è scrit­to nella nota — si ritrova ad essere ri­dotta a uno strumento di fughe ideo­logiche, offrendo nuovi pretesti di divisione, non rispettando la sensi­bilità di non pochi dei suoi cittadi­ni ». L’Arcidiocesi ricorda che sulla materia del testamento biologico si sta per pronunciare il governo, che ha «l’esclusiva competenza». E poi usa parole forti: «si deplora» di fronte alla «confusione terminologica tra dichia­razioni anticipate di trattamento e te­stamento biologico, l’infondatezza di ritenere alimentazione ed idratazione artificiali atti di natura terapeutica, l’evidente cancellazione del ruolo del medico che emerge dalla de­libera ». E ancora aggiunge che esiste «una possibile vio­lazione della privacy e un uso strumentale di citazio­ni disarticolate di docu­menti ». Ma soprattutto non risparmia parole forti nei confronti dei politici cattolici che hanno votato il registro: «Spiace consta­tare che non abbiano per­cepito come ricorressero quelle condizioni di coe­renza con i valori fonda­mentali della visione illumi­nata dal Vangelo che richiedo­no ossequio all’insegnamento del Magistero».

26 FAVOREVOLI, 18 CONTRARI – La delibera sul regi­stro del testamento biologico era atte­sa in Consiglio comunale da due se­dute. E alla fine sono stati 26 i favore­voli; contrari tutti i consiglieri del Pdl, anche quelli (Jacopo Cellai e Stefa­no Bertini) che avevano votato a favo­re dell’atto in commissione affari isti­tuzionali, e Mario Razzanelli. Nel Pd hanno votato contro i tre consiglieri cattolici, Antonio De Crescenzo, Mas­simo Fratini e Salvatore Scino, que­st’ultimo vice presidente del consi­glio comunale. A proporre il registro è stata la consigliera Pd Claudia Livi: «Si tratta — spiega — di un atto che serve a sostenere sia i medici che i fa­miliare del malato. Ciascuno è libero di decidere a quali terapie vuole sotto­porsi. In città esistono circa 4.000 te­stamenti biologici registrati presso studi notarili, il registro sarà un mo­do per manifestare alla comunità del­le decisioni già prese». E non importa se fra qualche settimana il Parlamen­to voterà la legge: «Non sconfesserà — specifica — questa decisione per­ché lo stesso testo prevederà la possi­bilità di esprimere le proprie volon­tà ».

LE REAZIONI – Ornella De Zordo esulta: «Ci ralle­griamo che oggi Firenze si doti di que­sto strumento di civiltà, fondamenta­le per l’affermazione del principio di laicità». Il consigliere Valdo Spini in­vece interpreta il voto in chiave tutta politica: «Questa scelta è un segnale importante per il congresso del Pd: la maggioranza del partito ha deciso ri­spettando chi la pensa diversamen­te ». Soddisfazione anche dall’Associa­zione Liberi di decidere, impegna sul fronte del testamento biologico con varie manifestazioni. Il Pdl contrario all’atto aveva anche provato a rinvia­re la delibera, senza riuscirci: «Ci sem­brava giusto considerato che il Parla­mento sta per approvare la legge. Ma la maggioranza ha scelto di non evita­re le strumentalizzazioni», dice il gruppo. E l’onorevole del Pdl Gabrie­le Toccafondi annuncia che porterà il caso in Parlamento: «La materia è na­zionale: presenterò un’interrogazio­ne con la richiesta di annullare gli ef­fetti dell’atto». Ma c’è anche chi fa notare l’assenza del sindaco in consi­glio comunale: «Matteo Renzi — af­ferma Giovanni Donzelli — si profes­sa cattolico, ma quando in Comune si decide sulla vita fugge dalle sue re­sponsabilità. Il potere dovrebbe esse­re un mezzo per realizzare i valori, la sua fuga dimostra l’opposto: i valori servono solo per arrivare al potere». Una condanna arriva anche dall’Mcl (movimento cristiano lavoratori) provinciale.

Federica Sanna