Via al testamento biologico
Betori contro i cattolici del sì
Il consiglio comunale ha approvato l’istituzione del registro dei testamenti biologici con 26 voti a favore e 18 contro: tra i contrari tutta l’opposizione e tre consiglieri del Pd: Scino, De Crescenzo e Fratini
Anche il Comune di Firenze (dopo Pisa e Calenzano in Toscana) avrà un registro dei testamenti biologici. Dove tutti i cittadini potranno inserire le proprie volontà anticipate, sottoscritte già da un notaio, e indicare un fiduciario. Ieri il Consiglio comunale — con una maggioranza spaccata— ha approvato la delibera: «Un atto amministrativo» lo definiscono i consiglieri favorevoli (26 in totale, 18 i contrari). Ma passa appena un’ora e arriva la dura presa di posizione della curia di Firenze (e quindi dell’arcivescovo Giuseppe Betori) che bolla il registro come «un atto ideologico, illegittimo e privo di efficacia giuridica ».
L’ARCIDIOCESI – La chiesa fiorentina aveva già manifestato il suo «profondo dissenso» quando fu votata la mozione a favore della cittadinanza a Beppino Englaro. E ora torna all’attacco: «La città — c’è scritto nella nota — si ritrova ad essere ridotta a uno strumento di fughe ideologiche, offrendo nuovi pretesti di divisione, non rispettando la sensibilità di non pochi dei suoi cittadini ». L’Arcidiocesi ricorda che sulla materia del testamento biologico si sta per pronunciare il governo, che ha «l’esclusiva competenza». E poi usa parole forti: «si deplora» di fronte alla «confusione terminologica tra dichiarazioni anticipate di trattamento e testamento biologico, l’infondatezza di ritenere alimentazione ed idratazione artificiali atti di natura terapeutica, l’evidente cancellazione del ruolo del medico che emerge dalla delibera ». E ancora aggiunge che esiste «una possibile violazione della privacy e un uso strumentale di citazioni disarticolate di documenti ». Ma soprattutto non risparmia parole forti nei confronti dei politici cattolici che hanno votato il registro: «Spiace constatare che non abbiano percepito come ricorressero quelle condizioni di coerenza con i valori fondamentali della visione illuminata dal Vangelo che richiedono ossequio all’insegnamento del Magistero».
26 FAVOREVOLI, 18 CONTRARI – La delibera sul registro del testamento biologico era attesa in Consiglio comunale da due sedute. E alla fine sono stati 26 i favorevoli; contrari tutti i consiglieri del Pdl, anche quelli (Jacopo Cellai e Stefano Bertini) che avevano votato a favore dell’atto in commissione affari istituzionali, e Mario Razzanelli. Nel Pd hanno votato contro i tre consiglieri cattolici, Antonio De Crescenzo, Massimo Fratini e Salvatore Scino, quest’ultimo vice presidente del consiglio comunale. A proporre il registro è stata la consigliera Pd Claudia Livi: «Si tratta — spiega — di un atto che serve a sostenere sia i medici che i familiare del malato. Ciascuno è libero di decidere a quali terapie vuole sottoporsi. In città esistono circa 4.000 testamenti biologici registrati presso studi notarili, il registro sarà un modo per manifestare alla comunità delle decisioni già prese». E non importa se fra qualche settimana il Parlamento voterà la legge: «Non sconfesserà — specifica — questa decisione perché lo stesso testo prevederà la possibilità di esprimere le proprie volontà ».
LE REAZIONI – Ornella De Zordo esulta: «Ci rallegriamo che oggi Firenze si doti di questo strumento di civiltà, fondamentale per l’affermazione del principio di laicità». Il consigliere Valdo Spini invece interpreta il voto in chiave tutta politica: «Questa scelta è un segnale importante per il congresso del Pd: la maggioranza del partito ha deciso rispettando chi la pensa diversamente ». Soddisfazione anche dall’Associazione Liberi di decidere, impegna sul fronte del testamento biologico con varie manifestazioni. Il Pdl contrario all’atto aveva anche provato a rinviare la delibera, senza riuscirci: «Ci sembrava giusto considerato che il Parlamento sta per approvare la legge. Ma la maggioranza ha scelto di non evitare le strumentalizzazioni», dice il gruppo. E l’onorevole del Pdl Gabriele Toccafondi annuncia che porterà il caso in Parlamento: «La materia è nazionale: presenterò un’interrogazione con la richiesta di annullare gli effetti dell’atto». Ma c’è anche chi fa notare l’assenza del sindaco in consiglio comunale: «Matteo Renzi — afferma Giovanni Donzelli — si professa cattolico, ma quando in Comune si decide sulla vita fugge dalle sue responsabilità. Il potere dovrebbe essere un mezzo per realizzare i valori, la sua fuga dimostra l’opposto: i valori servono solo per arrivare al potere». Una condanna arriva anche dall’Mcl (movimento cristiano lavoratori) provinciale.
Federica Sanna