È entrata nel prontuario farmaceutico a dicembre, ma sarà disponibile solo alla fine di febbraio. Se va tutto bene. La lunga vicenda della Ru486 in Italia è a un nuovo passaggio problematico. L’azienda produttrice, la francese Exelgyn annuncia che potrà distribuire la pillola abortiva ai nostri ospedali solo tra più di un mese.
Nel frattempo i reparti di ginecologia che la utilizzavano in base alla legge sull’acquisto all’estero di farinaci non ammessi in Italia si sono bloccate. Il medicinale infatti è formalmente ammesso, anche se non disponibile, quindi quella procedura non è più possibile. E così si stima che tra il 9 dicembre scorso, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Aifa che dava il via libera alla Ru486, e la fine del prossimo mese saranno tra 250 e 300 le donne che non avranno potuto usare la pillola. Fino al2009, infatti, in più di mille all’anno sceglievano questa strada per abortire nei reparti di 26 ospedali tra Toscana, Emilia, Puglia, Trentino e Marche. «Molte donne in questi giorni ci chiedono di usarla. Buona parte di loro opta per l’aborto chirurgico, altre vanno all’estero spiega Nicola Blasi, primario al policlinico di Bari-So di signore pugliesi che sono andate a prendere la Ru486 in Svizzera». Silvio Viale, ginecologo torinese esponente dei Radicali, spiega che dal nord i viaggi verso l’estero sono molti: «Il numero delle donne che avrebbero potuto prendere la Ru486 da dicembre in poi è sottostimato, perché tiene conto solo delle strutture che importavano direttamente. Se ne sarebbero aggiunte almeno altrettante negli ospedali pronti a partire tra cui il mio, il Sant`Anna di Torino, ed altri che mí hanno contattato». Massimo Srebot, primario a Pontedera conferma l`arrivo di molte richieste. «Siamo fermi, di fronte alle donne allarghiamo le braccia-dice – A dicembre, subito dopo la pubblicazione della delibera Aifa, è arrivata una lettera del ministero che ci impediva lo sdoganamento delle Ru486 acquistate in Francia. Adesso ci sono persone che acquistano il farmaco abortivo su Intemet. Cosa chiaramente pericolosissima». Ma perché Exelgyne non sta distribuendo il farmaco nel nostro paese? «Si tratta solo di problemi tecnici – spiega Catherine Denicourt, direttore farmaceutico dell’azienda francese Prima abbiamo dovuto stampare i foglietti illustrativi in italiano secondo le indicazione dell’Aifa. Adesso aspettiamo i bollini dell’Agenzia del farmaco da mettere sulle scatole. Contiamo di essere pronti alla fine di febbraio».
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