Al Congresso online dell’Associazione Luca Coscioni interviene Elena Cattaneo, docente di farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttrice del Centro Ricerche sulle cellule staminali.
Lo scorso luglio la Cattaneo, insieme a Elisabetta Cerbai e Silvia Garagna, ha sporto denuncia presso il TAR Lazio contro l’esclusione arbitraria da un bando di finanziamento pubblico dei progetti di ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Per sostenere le spese legali l’Associazione Luca Coscioni ha raccolto più di seimila euro nel giro di poche settimane. Il TAR ha poi bocciato il ricorso, ma le tre ricercatrici adesso sono pronte ad adire il Consiglio di Stato.
Nel suo intervento la Cattaneo mette in luce l’uso spregiudicato della propaganda politica nel dibattito pubblico sulla scienza e, in particolare, sulle cellule staminali. E così nel 2005, ricorda la Cattaneo, giornali e politici pontificavano delle famose 70 malattie curate con staminali adulte a fronte delle zero curate con embrionali. Un rapporto falsato, che ignora il fatto che nulla è scientificamente inutile quando non si conosce. Una distorsione della comunicazione, che fa il paio con una distorsione dei fondi pubblici: la peer review, finalizzata a un’assegnazione meritocratica dei fondi per la ricerca, è diventata una farsa perché i progetti che non si vogliono vengono fatti fuori ancor prima di nascere.
Secondo la Cattaneo, "l’Associazione Luca Coscioni s’è guadagnata una credibilità, che non va sprecata. Anzi, l’Associazione deve continuare a far sentire la sua voce ogni volta che la scienza viene usata scorrettamente o raccontata all’opinione pubblica per fini che poco hanno a che vedere con il bene del cittadino. Il quale, se conosce, sa anche scegliere".
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