Grande Fratello/Associazione Coscioni: I cattolici meritano più rispetto dei “mongoloidi”?

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni 

Altro che chiacchiere: il Grande Fratello è una formidabile cartina di tornasole per capire in che razza di paese viviamo.

Ieri sera, ad esempio, un concorrente è stato espulso perché nei giorni scorsi aveva bestemmiato, offendendo in tal modo tutti i cattolici davanti al teleschermo; mentre annunciava il provvedimento Alessia Marcuzzi ha colto l’occasione per scusarsi con le famiglie delle persone con Sindrome Down per l’eccessiva disinvoltura con cui alcuni concorrenti continuano ad utilizzare la parola "mongoloide" in senso dispregiativo e denigratorio: con il particolare che, scuse a parte, quei concorrenti non sono stati espulsi.

Il messaggio mediatico che è passato è che in Italia ci sono cittadini di serie A, i cattolici, la cui sensibilità va accuratamente tutelata oltre ogni limite, e cittadini di serie B, i disabili, che tutto sommato possono anche essere offesi senza troppi problemi.

L’ennesimo cattivo esempio televisivo, che oltre a riprodurre la tristemente nota deriva clericale del nostro paese rappresenta una vera e propria mortificazione nei confronti dei malati e dei disabili, e che rischia di tradursi in un analogo, iniquo trattamento anche nella vita di tutti i giorni.