Tondo consentì il ricovero a Udine, dove poi la ragazza morì: sembrava un gomitolo di lana, nessun collegamento con il mondo La politica «Nel Pdl sono per le primarie Berlusconi faccia come mio padre che 25 anni fa mi passò le chiavi dell’albergo di famiglia»
MILANO — «Posso usare una metafora? Sembrava un gomitolo di lana, raggomitolata su se stessa. Nessun collegamento con il mondo. Nulla». Renzo Tondo è un signore di 56 anni alto e solitamente gioviale. Ma la sua voce si incrina quando ricorda quella mattina del novembre 2oo8 in cui è salito su un’auto privata e dal suo paesino, Tolmezzo, è andato a Lecco, alla casa di cura delle Suore della Misericordia «Beato Luigi Talamoni», a vedere Eluana Englaro. Di questo episodio Renzo Tondo finora non ha mai voluto parlare. «Per rispetto a Beppino Englaro, mio caro amico». E perché lui, all’epoca presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, ha consentito che poi Eluana fosse trasferita nella clinica di Udine «La Quiete» per la sospensione di alimentazione e idratazione, e dove poi è morta il 9 febbraio 2009. Come andò, Tondo lo racconta oggi: «Erano le prime ore del mattino. Partii da Tolmezzo per Lecco, accompagnato da un amico. Beppino Englaro mi aveva dato l’ok, e io volevo rendermi conto con i miei occhi di quale fosse la situazione». Che cosa vide? «Fu una forte emozione. La scena che mi si parò davanti era tremenda. Provai un senso di impotenza. Ebbi anche la certezza che quella ragazza oramai non stava vivendo in modo dignitoso. Pensai: stare così da tutti questi anni… Non ha senso. Non era certo l’Eluana delle foto, mi creda. Se fosse stata mia figlia mi sarei comportato allo stesso modo di Beppino Englaro, lo dissi anche a Silvio Berlusconi che ai tempi mi chiese incuriosito cosa avevo provato quel giorno». Lei, da governatore del Friuli Venezia Giulia, ha aiutato il papà di Eluana a sospendere l’idratazione e l’alimentazione. Ne va orgoglioso? «Io sono orgoglioso di aver contribuito con una sofferta azione personale all’affermazione dello stato di diritto: ho consentito che la sentenza della Corte di Cassazione avesse un riconoscimento da parte della regione che guidavo. Orgoglioso di aver tenuto un profilo istituzionale e di non aver fatto valere solo i miei convincimenti, che poi coincidevano con quelli di Beppino Englaro. Solo oggi però posso dire che la pensavo come lui. Ai tempi, invece, sarebbe stato controproducente». Ma avrebbe fatto come lui? «Guardi, con Englaro ci conosciamo da tempo. Proveniamo tutti e due dall’esperienza dei socialisti della Carraia. E lui me l’ha spiegato, una volta, il suo ragionamento. Mi disse: "Renzo, per me questa è una battaglia di civiltà. Voglio che la prossima volta un genitore non si trovi nella mia situazione". Poi, se mi chiede se avrei fatto la stessa cosa, le dico che ritengo che sul fine vita non si debba legiferare. Come scrisse ai tempi anche Angelo Panebianco sul Corriere, è un tema che si deve lasciare nella zona grigia, dove solo chi è vicino alla persona può sapere e decidere». Ha visto il film di Bellocchio su Eluana, «Bella addormentata»? «Sì, e non mi è piaciuto. L’ho trovato lento e troppo cerebrale» Senta Tondo, lei ha nella sua coalizione Udc e Lega insieme. Un piccolo laboratorio politico. Ma la vicenda di Eluana non ha danneggiato i rapporti con l’Udc? «No, perché ho solo fatto rispettare la legge. E poiché sono un uomo del popolo, ma anche un moderato, sono riuscito a non far venir meno la fiducia verso di me. Pensi che quando misi insieme Lega e Udc, nel 2008, mi criticarono tutti, anche Berlusconi». E invece lei vinse con il 53 per cento dei consensi, contro l’uscente Riccardo Illy. «Un successo. Nella mia regione il Pdl oggi è unito intorno a me, perché quando si è chiari e si rispetta il proprio mandato, i cittadini apprezzano. La nostra è una regione virtuosa gestita senza scialacquare. Peccato che invece il Pdl nazionale sia ora in una fase difficile. Io sono per Alfano, e comunque per fare le primarie. Serve un ricambio. La mancanza di meritocrazia nelle candidature non ci ha certo aiutato… E a Berlusconi dico: faccia come mio padre, che 25 anni fa mi passò le chiavi dell’albergo di famiglia. E io gli dissi: però resta a tenerci compagnia, a berti un bicchiere di vino…». Angela Frenda Chi è II mandato Renzo Tondo, 56 anni, è presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. II suo è un secondo mandato, essendo stato eletto per la seconda volta nel 2008 con oltre il 53 per cento dei consensi. In passato è stato sindaco di Tolmezzo, suo paese natale, e deputato pol La vicenda Eluana Nel 2008/2009 Tondo consentì che fosse recepita la sentenza della Cassazione e la famiglia di Eluana Englaro potesse procedere, in una clinica di Udine, alla sospensione di alimentazione e idratazione