Farmaci e umanità, sì alla legge contro il dolore

Silvia Mastrantonio

Tornerà alla Camera ma  forte del si bipartisan del  Senato. Tempi marcati, ormai,  per il disegno di legge sulle  cure palliative e la terapia del dolore  che è riuscito a mettere d’accordo  tutto Palazzo Madama. Recepito  e approvato anche un ordine  del giorno dei radicali che prevede  la produzione in Italia, attualmente  vietata, dei farmaci a  base di cannabis, impiegati soprattutto  nella cura di malattie come  la Sla. La terza lettura dovrebbe  essere quella definitiva  e poi il testo  che prevede un percorso  più «facile»  per accedere ai farmaci  contro il dolore  severo, sarà legge.  

Una delle novità introdotte  al Senato riguarda l’obbligo,  per i medici, di monitorare il  dolore di ogni paziente riportando  note in cartella clinica, come  oggi avviene soltanto per i malati  terminali. Le cure palliative sono  gli interventi destinati ai malati  terminali per i quali non si punta  alla guarigione ma ad assicurare  una buona qualità della vita. Terapia del dolore, invece, è l’insieme  di pratiche per portare sollievo a  quanti sono affetti da «forme morbose  croniche».  Perché entrambi gli interventi risultino  più efficaci possibili sono  state individuate due reti territoriali.  Si tratta del collegamento  tra le strutture sanitarie sia di tipo  ospedaliero che territoriale (hospice)  con specifiche figure di riferimento  la cui formazione dovrà essere  disciplinata.  Saranno unificate le tariffe per le  cure palliative, oggi discordanti  da regione a regione, e proprio  queste ultime saranno sotto esame  perché attuino quanto previsto.  In alternativa, scatta il commissariamento.  

Regole rigide anche  per i fondi: se le risorse destinate  alla cura del dolore (stanziata  una quota fissa di 50 milioni di euro  più 100 milioni di euro inseriti  dal 2009 tra gli obiettivi del fondo  sanitario nazionale) non saranno  debitamente impiegate,  gli enti locali  non potranno accedere,  l’anno successivo,  ai finanziamenti  nazionali.  La legge, inoltre,  istituisce un Osservatorio  nazionale  permanente che dovrà tenere sotto controllo il capitolo prescrizioni.  In questo settore arriveranno  le novità più importanti: non esisterà  più il ricettario a parte per i  farmaci destinati ai pazienti con  dolore severo. Tutti i medici del  servizio sanitario nazionale potranno  ordinare i farmaci necessari  attraverso il comune ricettario  rosso. Il Pd avrebbe voluto estendere  la possibilità a tutti i medici,  con le semplici ricette bianche,  ma la restrizione è rimasta.  Nonostante qualche dissenso il testo  approvato dal Senato è stato salutato  con favore da tutte le forze  politiche.

I radicali hanno valutato  con soddisfazione l`approvazione  dell’odg per la produzione, in  Italia, di medicinali a base di cannabis.  Attualmente questi prodotti  vengono impiegati ma non possono  essere «fabbricati» nel nostro  Paese, quindi li importiamo.  Il governo ha precisato che l’odg  impegna l’esecutivo «unicamente  a verificare l`opportunità e la  fattibilità tecnica e giuridica di  una produzione in Italia». Secondo  il farmacologo Silvio Garattini,  il testo andrebbe precisato perché  «vago»; lo specialista ha  espresso inoltre forti dubbi circa  la «reale utilità» dei farmaci cannabinoidi  nella terapia del dolore. 

 

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