Testamento biologico, si della Commissione

 

Affermazioni di laicità, a Ca’ Farsetti. Martedì in Consiglio comunale, l’equiparazione delle coppie di fatto alle coppie sposate nei punteggi per le graduatorie delle case pubbliche (scatenando la critica reazione del Patriarcato), ieri l’approvazione da parte della I commissione della delibera per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici, che ora approderà in Consiglio. «Si tratta di un’importante affermazione del fondamentale principio di autodeterminazione del malato, una conquista di libertà messa a disposizione di tutti i cittadini veneziani», commenta Franco Fois, della Cellula Coscioni Venezia, che per prima la lanciato la raccolta firme – con Sinistra e Libertà e l’Associazione italiana per le decisioni di fine vita – sostenuta poi anche da un gruppo di consiglieri comunali, primo firmatario Felice Casson. In pratica, una volta che la delibera avrà superato il voto del Consiglio, anche Venezia potrà offrire ai cittadini che la vorranno utilizzare un’opportunità per depositare in maniera pubblica la propria volontà di essere o meno sottoposti a trattamenti sanitari in caso di malattia irreversibile o a trattamenti permanenti in situazioni di fine vita. Intanto, non si placa l’eco della decisione del Comune di trattare alla pari sia le coppie sposate sia quelle di fatto, nell’accesso alle graduatorie Erp per la casa. Il Patriarcato ha gridato all’anticostituzionalità e alla discriminazione delle famiglie fondate sul matrimonio. Il Comune ha replicato che si tratta solo dell’applicazione del dpr 223/89 sulle «famiglie anagrafiche ». «Appaiono del tutto fuori luogo e immotivate le rimostranze della curia veneziana», commenta l’associazione Veneto Radicale, «questo non  l’unico atto comunale nel quale viene riconosciuta la famiglia anagrafica, inoltre nel 2007 il Consiglio aveva approvato un ordine del giorno di Rifondazione, che riprendeva un’istanza di Radicali e Socialisti, per impegnare il Comune a rilasciare l’attestazione di famiglia anagrafica. Cos. le gerarchie ecclesiastiche tentano di intromettersi nell’amministrazione per emarginare nuove forme di famiglia, in particolare quelle omosessuali, sempre più presenti nella società.

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