VIRUS A-H1N1, UN ERRORE ABBASSARE LA GUARDIA

Andrea Ballabeni

L’influenza A-H1N1 è stata  per fortuna fino a ora  meno letale rispetto alle  peggiori previsioni dei mesi  scorsi. Immancabilmente,  come per ogni scampato pericolo,  c’è ora chi urla al grande  complotto. Ci sono ragioni per  pensare a una gigantesca macchinazione  da parte di case farmaceutiche  e governi? Quali  sono i presupposti scientifici  delle misure di prevenzione  adottate per limitare la diffusione  della malattia?  Appunto, le motivazioni scientifiche.  Alcune persone dimenticano  che dietro le misure decise  dai massimi organismi di  salute pubblica ci sono “rigorose  motivazioni scientifiche”.

La  normale influenza di stagione  può provocare. in un Paese  come l’Italia, oltre cinquemila  morti l’anno, soprattutto tra  le persone più deboli di salute.  Ci sono, quindi, già per l`influenza  stagionale validi motivi  per adottare campagne di norme  igieniche e di vaccinazione,  con lo scopo di ridurre il numero  di decessi. Nella primavera  del 2009 c’è stata in Messico la  rapida diffusione di un nuovo  ceppo, per certi versi simile al  ceppo che nel 1918 causò circa  cinquanta milioni di morti.  La massima autorità di salute  pubblica hanno ritenuto opportuno  fare il possibile per limitare  da subito la diffusione  del virus, evidenziando tra le  altre cose l’importanza delle  norme di igiene personale. Subito  si è anche messa in moto  la macchina per la produzione  dei vaccini e diverse grandi case farmaceutiche (come Sanofi  Pasteur, Novartis e Gsk) si sono  messe all’opera. I vaccini servono  per prevenire la diffusione  della malattia.

Nonostante  nei primi mesi della diffusione  dell’A-HlN1 il farmaco non fosse disponibile, un po` per fortuna  e un po“per via della sensibilizzazione  ad alcune norme  igieniche si è potuto limitare  la diffusione della pandemia  e quindi la probabilità di  mutazione del virus. Come detto l’influenza  si è rivelata fino a  oggi lieve e il numero di vittime  stimato negli Stati Uniti non è  lontano da quello della "stagionale"  e si aggira, secondo recenti  stime, attorno alle diecimila  unità, soprattutto tra le persone  fisicamente più deboli. Nonostante  l’influenza A non abbia  avuto fino a ora conseguenze  catastrofiche, le iniziali previsioni  non erano sballate.

 Già nel secolo scorso tre pandemie  influenzali (1918, 1957,  1968) avevano complessivamente  portato a oltre cinquanta  milioni di vittime. Nel 1918  in particolare si era inizialmente  diffusa una forma lieve  prima che il virus mutasse  e falciasse più esseri umani  di quanto avesse fatto la Prima  guerra mondiale. È quindi poco  sensato pensare che i peggiori  scenari messi in conto dai massimi  esperti di salute pubblica  fossero privi di fondamento.  In realtà le principali autorità  mondiali si sono, da subito  mosse molto bene per prevenire  la diffusione della malattia,  così come anche un editoriale  della prestigiosa rivista scientifica  Nature ha appena riconosciuto.  Il pericolo ovviamente  non è ancora scampato ma oggi  si è più pronti ad affrontare  una eventuale mutazione e rapida  diffusione del virus.

 E’ importante a tal fine che tutti  capiscano che vaccinarsi è  importante. Le vaccinazioni  servono proprio per evitare di  contrarre e diffondere la malattia.  Organismi come il World  health o il Centers for disease control and  prevention americano stanno  da mesi invitando tutti a vaccinarsi.  La Harvard school of pu- blic  health sta facendo lo stesso.  Anche molti governi si sono  espressi in modo chiaro e risoluto.  La Casa Bianca, ad esempio,  preme perché tutti si premuniscano  (anche se la maggioranza  dei cittadini non lo ha  ancora fatto). Il presidente Barack  Obama e la moglie hanno  ricevuto la loro iniezione di  vaccino anti H1N1 il 20 dicembre  2009 e ancor prima, quando  nell’ottobre 2009 il farmaco era  disponibile solo per le persone  più a rischio, i coniugi Obama  avevano fatto vaccinare le  due giovani figlie. Esiste quindi  un grande complotto internazionale  da parte dei massimi  organismi di salute pubblica e  dei governi? Difficile crederlo.  È ovvio che dalla vendita dei  vaccini c`è chi ci guadagna ed  è quindi del tutto legittimo cercare  di capire se ci siano state  ingerenze delle case farmaceutiche  all`interno degli apparati  decisionali. Ma da qui ad arrivare  al grande complotto internazionale  ce ne passa.  In ambito italiano è allo stesso  modo legittimo chiedere di investigare  sul contratto che il nostro  governo ha stipulato con la  Novartis per l’acquisto delle dosi  di vaccino. Ma cerchiamo di  farlo responsabilmente, senza  gridare al complotto planetario  e senza dire che la pandemia sia  una «grande bufala».

Cerchiamo  di tenere sempre in massima  considerazione il parere di  chi di queste cose si occupa e  di chi è tenuto a dover decidere  su difficili misure di salute  pubblica. L’opposizione italiana  sia responsabile. Alcuni nell`Italia  dei valori hanno purtroppo già ceduto (consapevolmente  o per ignoranza) alla tentazione  di strumentalizzare la vicenda.  Anche nel Partito democratico  qualcuno ha ceduto a questa tentazione. C’è da augurarsi che il massimo  partito di opposizione sappia  avere una posizione responsabile.  Fino a oggi troppo poche  persone hanno scelto di vaccinarsi,  causa la attuale mitezza  del virus H1N1 ma anche l’assenza di campagne di informazione  adeguate. Il Pd, se vuole  ambire a essere futuro partito  di governo, non può essere assente  su questi fronti. Nella fattispecie,  una chiara presa di posizione  riguardo il vaccino anti  influenzale è fondamentale   e non toglierebbe la possibilità  di chiedere di far luce su eventuali  anomalie nella stipulazione  del contratto tra Novartis e  governo.  

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