L’influenza A-H1N1 è stata per fortuna fino a ora meno letale rispetto alle peggiori previsioni dei mesi scorsi. Immancabilmente, come per ogni scampato pericolo, c’è ora chi urla al grande complotto. Ci sono ragioni per pensare a una gigantesca macchinazione da parte di case farmaceutiche e governi? Quali sono i presupposti scientifici delle misure di prevenzione adottate per limitare la diffusione della malattia? Appunto, le motivazioni scientifiche. Alcune persone dimenticano che dietro le misure decise dai massimi organismi di salute pubblica ci sono “rigorose motivazioni scientifiche”.
La normale influenza di stagione può provocare. in un Paese come l’Italia, oltre cinquemila morti l’anno, soprattutto tra le persone più deboli di salute. Ci sono, quindi, già per l`influenza stagionale validi motivi per adottare campagne di norme igieniche e di vaccinazione, con lo scopo di ridurre il numero di decessi. Nella primavera del 2009 c’è stata in Messico la rapida diffusione di un nuovo ceppo, per certi versi simile al ceppo che nel 1918 causò circa cinquanta milioni di morti. La massima autorità di salute pubblica hanno ritenuto opportuno fare il possibile per limitare da subito la diffusione del virus, evidenziando tra le altre cose l’importanza delle norme di igiene personale. Subito si è anche messa in moto la macchina per la produzione dei vaccini e diverse grandi case farmaceutiche (come Sanofi Pasteur, Novartis e Gsk) si sono messe all’opera. I vaccini servono per prevenire la diffusione della malattia.
Nonostante nei primi mesi della diffusione dell’A-HlN1 il farmaco non fosse disponibile, un po` per fortuna e un po“per via della sensibilizzazione ad alcune norme igieniche si è potuto limitare la diffusione della pandemia e quindi la probabilità di mutazione del virus. Come detto l’influenza si è rivelata fino a oggi lieve e il numero di vittime stimato negli Stati Uniti non è lontano da quello della "stagionale" e si aggira, secondo recenti stime, attorno alle diecimila unità, soprattutto tra le persone fisicamente più deboli. Nonostante l’influenza A non abbia avuto fino a ora conseguenze catastrofiche, le iniziali previsioni non erano sballate.
Già nel secolo scorso tre pandemie influenzali (1918, 1957, 1968) avevano complessivamente portato a oltre cinquanta milioni di vittime. Nel 1918 in particolare si era inizialmente diffusa una forma lieve prima che il virus mutasse e falciasse più esseri umani di quanto avesse fatto la Prima guerra mondiale. È quindi poco sensato pensare che i peggiori scenari messi in conto dai massimi esperti di salute pubblica fossero privi di fondamento. In realtà le principali autorità mondiali si sono, da subito mosse molto bene per prevenire la diffusione della malattia, così come anche un editoriale della prestigiosa rivista scientifica Nature ha appena riconosciuto. Il pericolo ovviamente non è ancora scampato ma oggi si è più pronti ad affrontare una eventuale mutazione e rapida diffusione del virus.
E’ importante a tal fine che tutti capiscano che vaccinarsi è importante. Le vaccinazioni servono proprio per evitare di contrarre e diffondere la malattia. Organismi come il World health o il Centers for disease control and prevention americano stanno da mesi invitando tutti a vaccinarsi. La Harvard school of pu- blic health sta facendo lo stesso. Anche molti governi si sono espressi in modo chiaro e risoluto. La Casa Bianca, ad esempio, preme perché tutti si premuniscano (anche se la maggioranza dei cittadini non lo ha ancora fatto). Il presidente Barack Obama e la moglie hanno ricevuto la loro iniezione di vaccino anti H1N1 il 20 dicembre 2009 e ancor prima, quando nell’ottobre 2009 il farmaco era disponibile solo per le persone più a rischio, i coniugi Obama avevano fatto vaccinare le due giovani figlie. Esiste quindi un grande complotto internazionale da parte dei massimi organismi di salute pubblica e dei governi? Difficile crederlo. È ovvio che dalla vendita dei vaccini c`è chi ci guadagna ed è quindi del tutto legittimo cercare di capire se ci siano state ingerenze delle case farmaceutiche all`interno degli apparati decisionali. Ma da qui ad arrivare al grande complotto internazionale ce ne passa. In ambito italiano è allo stesso modo legittimo chiedere di investigare sul contratto che il nostro governo ha stipulato con la Novartis per l’acquisto delle dosi di vaccino. Ma cerchiamo di farlo responsabilmente, senza gridare al complotto planetario e senza dire che la pandemia sia una «grande bufala».
Cerchiamo di tenere sempre in massima considerazione il parere di chi di queste cose si occupa e di chi è tenuto a dover decidere su difficili misure di salute pubblica. L’opposizione italiana sia responsabile. Alcuni nell`Italia dei valori hanno purtroppo già ceduto (consapevolmente o per ignoranza) alla tentazione di strumentalizzare la vicenda. Anche nel Partito democratico qualcuno ha ceduto a questa tentazione. C’è da augurarsi che il massimo partito di opposizione sappia avere una posizione responsabile. Fino a oggi troppo poche persone hanno scelto di vaccinarsi, causa la attuale mitezza del virus H1N1 ma anche l’assenza di campagne di informazione adeguate. Il Pd, se vuole ambire a essere futuro partito di governo, non può essere assente su questi fronti. Nella fattispecie, una chiara presa di posizione riguardo il vaccino anti influenzale è fondamentale e non toglierebbe la possibilità di chiedere di far luce su eventuali anomalie nella stipulazione del contratto tra Novartis e governo.
© 2010 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati