Da Boston partecipa Andrea Ballabeni

Al Congresso online dell’Associazione Luca Coscioni interviene Andrea Ballabeni, iscritto e ricercatore alla Harvard Medical School di Boston. Fondatore nel 2007 del nucleo promotore della cellula Coscioni di Boston, Ballabeni interviene con una webcam e un cartello pro-Obama alle spalle. Inizia il racconto della Coscioni vista da oltreoceano.
L’Italia, secondo Ballabeni, ha bisogno che tutte le forze politiche si battano per la laicità e i diritti civili. Purtroppo la destra italiana emerge come “la più clericale in Europa”; è per questo che spetta all’opposizione il compito di “contrastare la deriva clericale nel quadro politico nazionale”. L’opposizione, a detta di Ballabeni, “è costituita da un’ala soft definita come riformista e una più radicale”. Per essere forti bisogna uscire dalla logica italiana “fatta di piccoli recinti ideologici, in cui ognuno pensa ai propri simboli e alle proprie piccole battaglie”. L’alleanza tra PD e Radicali deve andare avanti perché “l’eterogeneità di azione e comunicazione politica è il modo migliore per ottenere risultati concreti”. A tal fine Ballabeni sollecita “il sostegno alle persone interne al PD che cercano di portar avanti le battaglie dei radicali, come Ivan Scalfarotto iscritto alla Coscioni”. Una politica “inclusiva”, secondo il modello del Partito Democratico statunitense, nel quale convivono sensibilità e idee diverse.
La realtà di Boston è ricca di italiani impegnati nella ricerca scientifica di tipo biomedico. Ballabeni, insieme ad altri giovani “emigrati”, diffonde l’Agenda Coscioni tenendo aperto un canale con il Paese natale. Un Paese che hanno preferito lasciare in vista di migliori opportunità all’estero. “L’associazione deve continuare a battersi come fa, con la tenacia e la determinazione che la contraddistinguono”. The future is bright, c’è ancora da sperare.