Troppe barriere architettoniche alle fermate dei bus, assenza di scivoli sui marciapiedi, spesso dissestati, impediscono ai disabili di fruire dei mezzi pubblici. E quanto hanno rilevato i giudici del Tribunale civile di Roma che hanno condannato il Campidoglio per “condotta discriminatoria” a pagare un risarcimento di 5 mila euro più il rimborso di 2500 euro per spese legali.
Tutto risale al 2009 quando Gustavo Fraticelli, persona disabile e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, che ha seguito gli aspetti legali, fece causa al Comune di Roma perché, secondo uno studio condotto dalla sua associazione, solo il 10% di 460 fermate di bus nel centro storico erano “accessibili” ai disabili. Dopo due anni è arrivata la sentenza del Tribunale che fa riferimento alla legge 67 del 2006 dov’è inserita un’apposita azione a favore del disabile che ritiene di aver subito una discriminazione diretta o indiretta. La sentenza prevede anche la realizzazione, entro 12 mesi, di un piano per la messa a norma dei marciapiedi di via Cernaia, Passeggiata di Ripetta, Piazza Fiume, Via Veneto e via dei Cerchi.
“Devo assolutamente ammettere che si tratta di una sentenza giusta”, ha commentato il sindaco Alemanno mentre l’ assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma ha ribadito il suo impegno ad attivarsi “affinché si ottemperi al più presto alle, prescrizioni della sentenza. E una priorità di questa Amministrazione continuare a lavorare per rendere la nostra città sempre più fruibile da parte di tutti coloro che hanno delle disabilità. Atac sta effettuando lavori di riqualificazione su 34 capolinea per facilitare l’accesso ai mezzi”. Secondo i dati forniti dalla municipalizzata, il 74% del parco mezzi di superficie, circa 1.600 veicoli su 2.15o tra autobus e filobus, è fornito di pedana per accesso dei disabili. “Entro il 2013, con l’acquisto dei nuovi 400 bus – fanno sapere dall’azienda – contiamo di innalzare questa quota fino al 90%”.
I radicali parlano di “sentenza clamorosa che apre la strada a una nuova stagione” e il segretario Mario Staderini ha dichiarato di voler denunciare Alemanno alla Corte dei Conti per danni erariali. L’associazione Luca Coscioni ha invece annunciato una campagna in tutta Italia per cercare di esportare in altre città il precedente storico creato dal Tribunale di Roma: “Vinta per ora la battaglia romana si può dare il via ad una guerra su larga scala per bacchettare le amministrazioni inadempienti ed irrispettose delle problematiche dei disabili”.
Dure le critiche dall’opposizione che concede al sindaco “solo un ricorso ammissibile rispetto alla pesante sentenza: scelte chiare nel prossimo bilancio e atti ed interventi concreti in netta discontinuità rispetto a quattro anni di totale lassismo rispetto alle problematiche che riguardano le persone con disabilità”, ha sottolineato Daniele Ozzimo, vicepresidente della commissione Politiche sociali e consigliere Pd mentre Ileana Argentin, deputata del Partito democratico e membro della Commissione Affari sociali della Camera, commentando la sentenza ha ribadito che “la Capitale, purtroppo, registra l’ennesimo triste primato come città a scarsissima accessibilità per i disabili dove ormai è diventata un’impresa l’utilizzo dei mezzi pubblici anche per le mamme con i passeggini e per gli anziani con problemi di deambulazione. Per non parlare, poi, dei cartelloni pubblicitari spuntati come funghi anche alle fermate degli autobus e che di fatto rendono difficile la mobilità restringendo gli spazi di accesso alle banchine”.