Intervista ad Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e co-coordinatrice italiana di “My Voice, My Choice”
Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo, ora tocca alla Commissione la cui decisione è attesa entro il 2 marzo di quest’anno: la campagna My Voice, My Choice, per un accesso all’aborto sicuro, e gratuito in tutta Europa, si appresta ad affrontare l’ultimo e determinante passaggio. Ma l’Iniziativa dei Cittadini Europei capace di raccogliere più di un milione di firme ha già raggiunto alcuni importanti traguardi.
“Il significato politico di questo risultato è profondo – spiega Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e Co-coordinatrice italiana della Campagna Europea My Voice My Choice – dimostra che i diritti non avanzano solo dall’alto, ma possono essere conquistati dal basso, attraverso partecipazione, organizzazione e alleanze transnazionali. Dimostra, ancora una volta, che l’Europa dei diritti esiste già, quando cittadine e cittadini la praticano. Ora la responsabilità è chiara ed è in capo alla Commissione europea: trasformare questa vittoria politica in cambiamenti reali nella vita delle persone. Ed è proprio da questa esperienza che nasce il lavoro futuro dell’Associazione Luca Coscioni: rafforzare l’advocacy, allargare le alleanze e fare in modo che My Voice My Choice diventi una realtà europea”. Secondo una stima degli stessi movimenti che si sono impegnati per la raccolta firme nei Paesi dell’Unione Europea sono circa 20 milioni le donne che non possono accedere all’interruzione volontaria di gravidanza per le normative in vigore nei loro stati di appartenenza.
Cosa significa questo risultato?
Il voto favorevole del Parlamento europeo dello scorso 17 dicembre all’Iniziativa dei cittadini europei My Voice My Choice rappresenta un passaggio storico e un segnale politico molto chiaro. Per la prima volta in Europa, una proposta arrivata dal basso (dalle cittadine e dai cittadini) sul tema dell’aborto non solo è giunta all’attenzione delle istituzioni europee, ma ha ottenuto un riconoscimento politico esplicito in plenaria. Questo risultato è ancora più significativo se si considera che il Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 2024 riflette una maggiore presenza di forze conservatrici e di destra rispetto alla legislatura precedente, rendendo il sostegno all’iniziativa un segnale ancora più importante soprattutto in questo contesto politico.
C’è un aspetto politico che caratterizza questa ICE?
In primo luogo, la partecipazione democratica funziona, anche oltre le scadenze elettorali: oltre 1,2 milioni di cittadine e cittadini di 19 Paesi UE hanno imposto il tema dei diritti riproduttivi nell’agenda politica europea, dimostrando che l’azione civica organizzata può incidere concretamente sulle decisioni dell’Unione. In secondo luogo, e non meno importante, per la prima volta, l’Unione Europea è chiamata a esaminare una proposta concreta in materia di diritti riproduttivi: un’iniziativa che chiede l’istituzione di un fondo europeo per garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza sicura e gratuita in un altro Stato membro, quando nel Paese di origine questo diritto è negato o fortemente limitato. In altre parole, la voce delle cittadine e dei cittadini europei è entrata ufficialmente nel processo decisionale dell’UE. Un segnale potente, in controtendenza rispetto a chi vorrebbe smantellare l’Unione Europea, che dimostra che un’Europa dei diritti non solo è possibile, ma nasce dal basso, dalla partecipazione e dalla determinazione delle persone.
Qual è il prossimo passo e cosa possiamo aspettarci?
Dopo il sostegno del Parlamento europeo e il voto favorevole del Comitato Economico e Sociale Europeo dello scorso 21 gennaio, il percorso dell’iniziativa entra ora nella sua fase decisiva. Il prossimo ultimo passaggio cruciale sarà la decisione della Commissione europea entro il 2 marzo 2026. In quell’occasione, la Commissione dovrà fornire una risposta formale e motivata all’iniziativa, decidendo se accogliere la proposta e in che modo avviare l’iter legislativo.
Il sostegno del Parlamento in plenaria e del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha rafforzato in modo significativo l’iniziativa, dandole ancora più autorevolezza e un mandato politico chiaro. Ora il compito è duplice: da un lato seguire con attenzione il percorso istituzionale, dall’altro continuare il lavoro di pressione politica, advocacy e costruzione di consenso, affinché questo riconoscimento non resti simbolico ma si traduca in misure concrete e vincolanti.
Qual è stato il ruolo dell’Associazione Luca Coscioni?
L’Associazione Luca Coscioni ha avuto un ruolo decisivo nel successo di My Voice My Choice, in Italia e a livello europeo, soprattutto sul piano della mobilitazione dal basso. Dopo una prima fase di raccolta firme esclusivamente online, è stato proprio il confronto con l’Associazione Coscioni a determinare una svolta strategica: la costruzione di una grande mobilitazione territoriale europea, fondata sull’esperienza maturata da ALC in anni di campagne civiche.
In Italia, a partire da settembre 2024, sotto il coordinamento dell’Associazione Luca Coscioni e grazie al lavoro imprescindibile delle cellule territoriali, è stato superato abbondantemente il quorum necessario organizzando oltre 200 eventi in piazze, università e strade, coinvolgendo più di 600 nuovi attivisti e raccogliendo 166.841 firme. Un risultato che ha reso l’Italia il terzo Paese in Europa per numero di sottoscrizioni.
Questo modello “coscioniano” – diffuso, competente e organizzato – è stato riconosciuto a livello europeo come una vera potenza civica, tanto da essere preso a riferimento e replicato anche in altri Paesi.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.