Psychedelicare: 74.016 firme da tutta Europa, 11.485 dall’Italia, per rompere un tabù

Presentazione Psychedelicare

Avy Candeli, direttore creativo dell’Associazione Luca Coscioni e dell’iniziativa europea Psychedelicare.eu, spiega perché 74.016 firme sono un risultato straordinario per un’iniziativa animata solo da volontari, per lo più terapeuti, ricercatori e pazienti, un “micelio” che ora vuole continuare a crescere grazie a centinaia di volontari che parlano lingue diverse condividendo una stessa urgenza

Nel 2023 un giovane cittadino francese, Théo Giubilei, scopre durante uno stage al Parlamento europeo lo strumento delle Iniziative dei Cittadini Europei.

Un’ICE, come quella di My Voice My Choice per il diritto all’aborto: se un milione di persone firma un testo di meno di diecimila battute, scritto nella lingua degli euroburocrati e nel rispetto dei poteri dell’Unione, la Commissione europea è obbligata almeno a discuterne.

Théo, che in quel periodo aveva anche scoperto quello che la scienza oggi conferma sui benefici terapeutici di alcune sostanze psichedeliche, inizia a ragionarci e mette a fuoco un’idea: provare a fare un’iniziativa di cittadini su questo tema per aiutare la politica ad affrontare l’emergenza di cui nessuno ha voglia di parlare, anche perché in molti casi non si sa ancora bene che fare. 

Molti problemi di salute mentale sono ancora misteriosi, alcuni sono ancora difficili da trattare con le terapie disponibili.

Oggi riguardano una persona su sei (tra ansia, depressione, attacchi di panico, dipendenze, disturbi alimentari o del sonno…) in Italia e in Europa, e restano spesso una questione privata. Di cui ci si vergogna a parlare, o non si sa come affrontare.

E le terapie assistite con “psichedelici” sono ancora più complicate da spiegare. Tra stigma, paura e ignoranza, basta pronunciare la parola, o i nomi delle sostanze, per vedere qualcuno cambiare espressione. 

Quando conosco Théo tramite Eumans, e mi racconta l’idea, mi sembra interessante e promettente.

“Abbiamo un problema, l’emergenza di problemi di salute mentale. La scienza indica soluzioni promettenti, in alcuni casi più efficaci delle opzioni oggi disponibili, ma coinvolgono sostanze da alcuni decenni inaccessibili ai pazienti della maggioranza dei Paesi europei. La politica può fare qualcosa. Un’ICE può aiutare.”

Nel 2021, durante la pandemia, per l’ICE “Stop Global Warming”, avevamo raccolto in totale quasi 70mila firme, quasi tutte italiane. 

Con le tecnologie e i canali disponibili nel 2025, sarebbe stato possibile far conoscere le proposte dell’ICE di Psychedelicare in diversi Paesi. I tempi potevano essere giusti, dovevamo solo provarci partendo dalla realizzazione di una rete europea, creata facendo circolare l’idea.

La costruzione di un movimento

Nasce così Psychedelicare.eu, “The Citizens’ Initiative for the Mind”, con il logo studiato con Carlotta Inferrera, art director dell’Associazione Luca Coscioni. Per un anno e mezzo lavoriamo sui social e con i primi volontari per far crescere i primi team nazionali, per costruire un micelio europeo, con realtà partner e sostenitori in più Paesi possibile. 

Il primo giorno, 14 gennaio 2025, raccogliamo settemila firme da tutti i 27 Stati membri dell’Unione. Sembra l’inizio di una valanga. 

Dopo tre giorni però siamo ancora a diecimila.

I terapeuti, ricercatori, studenti di medicina, pazienti, attivisti, le persone “più sul pezzo” che avevamo già raggiunto erano solo diecimila.

Il resto è stato un anno difficile, fatto di picchi e fatica, ma anche di soddisfazioni e divertimento. Il Bicycle Day ad aprile, che celebra la scoperta dell’LSD, festeggiato in tanti Paesi. Una mobilitazione delle Cellule Coscioni in Italia a giugno di grande successo. Presenze ai festival in tutta Europa. La Giornata mondiale della Salute mentale a ottobre. E infine gli ultimi cinque giorni, in cui le firme sono aumentate del 50%, da 47.000 a 74.000, grazie a contenuti prodotti con talenti appassionati e competenti, diventati virali in poche ore sui social.

74.016 firme. Cosa rappresentano davvero?

Alla fine, Psychedelicare si chiude con 74.016 firme. Italia sul podio, seconda dopo la Francia. 

Neanche un decimo del milione che avrebbe obbligato la Commissione europea a leggere a voce alta le tre richieste sul tema e a rispondere formalmente. 

Ma 74.016 firme, da tutti i 27 Paesi dell’Unione per molte persone sono comunque un piccolo successo di attivismo europeo.

Sono la prova che il tema è difficile. Che lo stigma sulle sostanze psichedeliche esiste ancora, ed è potente. Ma anche che su questo tema è iniziato un dibattito, il più ampio mai visto in Europa.

Nel 2025 il Parlamento della Repubblica Ceca ha approvato a larghissima maggioranza le terapie con la psilocibina dei “funghi magici” per chi soffre di depressione farmaco-resistente. La Germania ha aperto all’uso di queste sostanze per uso compassionevole. In Spagna la Corte di giustizia ha confermato che l’ayahuasca – che contiene DMT – non può essere considerata illegale, dopo decenni di ambiguità e quindi ingiustizie. Anche in Italia si sta muovendo qualcosa.

Un dibattito che continua

Un dibattito alimentato anche da persone che con Psychedelicare.eu hanno trovato il coraggio di esporsi pubblicamente. Di raccontare la propria lotta contro l’angoscia da prognosi infausta, la depressione che da anni non risponde a nessun farmaco, la cefalea a grappolo che devasta l’esistenza. 

E anche fuori dall’Europa, si sono esposte alcune voci autorevoli: Richard Doblin, fondatore di MAPS e pioniere della ricerca psichedelica, Paul Stamets, micologo leggendario, Michael Pollan, che con il suo libro ha aperto la mente di milioni di persone, Robin Carhart-Harris, neuroscienziato tra i massimi esperti mondiali, hanno sostenuto l’ICE spargendo la voce. Convinti come sono che queste terapie possono davvero aiutare dove altri trattamenti falliscono.

Un dibattito rafforzato da 74.016 persone che ci hanno già messo la firma, da oltre 20.000 persone che si sono connesse sui social e da più di 500 volontari che vogliono continuare a parlarne nella propria lingua.

Grazie a chi ci ha creduto

Grazie intanto a Carlotta Inferrera per l’art direction, a Fabio Troiani per le grafiche dei documenti strategici e a Giovanni di Modica per le bellissime illustrazioni. Grazie a Lorenzo Gonnelli e Anton Lucarelli che hanno trasformato testimonianze personali in video coinvolgenti. Tutto molto apprezzato dagli attivisti, dall’Estonia al Portogallo, dall’Irlanda alla Grecia.

E grazie a tutte le persone che ci hanno provato firmando sul sito della Commissione, grazie ai volontari delle Cellule Coscioni, grazie ai medici e ricercatori di Simepsi e a tutti i volontari di Psychedelicare che hanno animato la campagna in Italia, insieme alla loro coordinatrice Annarita Eva, con tempo, competenza, energia e passione. 

Perché non è compito dei cittadini risolvere la crisi di salute mentale. Dovrebbe essere responsabilità di chi fa politica. 

Ma la politica, a volte, lo sappiamo, va svegliata. Ci abbiamo provato in tanti, e continueremo a farlo. 

Abbiamo visto un tema ancora tabù (fuori dalla nostra bolla) diventare intrigante, legittimo e perfino appassionante. 

Continueremo a parlarne volentieri, ovunque si possano mettere in discussione i pregiudizi e ascoltare le evidenze.

“Let’s mind the mind”, insieme.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.