Welby, ancora una volta la magistratura anticipa i politici nella modernizzazione

Cara Europa, sono rimasta molto sorpresa di non trovare nelle vostre pagine alcun riferimento alla sentenza sul caso Welby-Riccio. Al contrario, nella pagina delle lettere ne trovo una di Andrea Rossi, di Ferrara, che si angoscia perché non saprà come chiedere al suo parroco voti per il Partito democratico se questo sarà ancora inquinato di bagagli "laicisti", incesto compreso. Perché questi squilibri?  Rosaria Morello, Napoli   

Cara signora, nei limiti in cui lo spazio lo consente, Europa pubblica tutte le lettere che pervengono:  e sui temi etici, come avrà visto, nell`ultima settimana sono arrivate solo lettere ostili ai miei "bagagli laicisti" (gli amici laici si limitano a telefonate di solidarietà, quando proprio vogliono scomodarsi. Se no, si mettono in pace la coscienza con quel che abbiamo scritto noi). In ogni caso, se il signor Rossi di Ferrara è fermo al mondo dei contadini che chiedevano al parroco come votare ("croce su croce", era la risposta) e pensa che quel mondo non abbia avuto niente a che fare – mettiamo – con gli incesti, è affar suo. Quanto al caso Welby-Riccio, sono orgoglioso d`aver per primo invitato su questo giornale, alla vigilia di Natale (non le sembra anche questo un segno di libertà e pluralismo di Europa?) a sottoscrivere contributi per le spese processuali del dottor Riccio, che anche a mio parere aveva fatto onore alla Costituzione applicandola («nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario», articolo 32). Certo, la via giudiziaria al progresso e alla libertà non è la più agevole – dovrebbe bastare la scheda elettorale – ma va così. Ha presenti le coppie di fatto? Negli anni 50 il tg bacchettone della Rai non osava nemmeno dire: il parlamento ha approvato "la legge Merlin sulle case chiuse", e sfumava parlando di approvazione della legge numero tal dei tali; invece il vescovo di Prato non si peritava di usare parole pruriginose, come "pubblici concubini", per un signore e una signora che facevano coppia di fatto. Fu la magistratura a dirgli che non poteva permettersi, perché in Italia i comportamenti dei cittadini li regola lo stato. In quegli stessi anni, quando nessun partito osava proporre il divorzio, il procuratore generale della corte d`appello di Torino, Perettii Griva, attribuiva efficacia in Italia ("delibava") sentenze di divorzio pronunciate all`estero: la legge Fortuna-Baslini e il referendum che la confermò sono di 15 o 20 anni dopo. Qualche giorno fa, sepolti i Dico in parlamento, è stato il tribunale di Roma ad ammettere come parte civile nell`uccisione di un gay il suo partner, scavalcando il parlamento; così come scavalcando il parlamento su testamento biologico-eutanasia-articolo 32, il Gup di Roma ha dichiarato che togliere la spina, come ha fatto il dottor Riccio, «non costituisce reato». E dunque il magistrato, come l`antico pretore romano, e come nei paesi di common law, crea il nuovo diritto. L` Intendenza seguirà, diceva de Gaulle. Nel nostro caso, l`intendenza è il parlamento di tangentopoli, delle intercettazioni, dei costi della casta, della frequente fuga dai problemi.