Domenico, 59enne lombardo, affetto da sclerosi multipla, attendeva da 7 mesi una risposta alla richiesta di verifica delle condizioni per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria da parte dell’ASST Ovest Milanese. Dopo numerosi solleciti e una diffida ad adempiere nei confronti della azienda sanitaria, il team legale di Domenico, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha depositato in tribunale un ricorso di urgenza per ottenere la relazione medica dell’ ASST e il parere del Comitato etico.
Dagli atti depositati dall’Azienda sanitaria è emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026. La Commissione ha accertato, a maggioranza, la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al “suicidio medicalmente assistito” e ha individuato anche le modalità con cui procedere, indicando i farmaci, i dosaggi e il meccanismo di autosomministrazione. Il contenuto della relazione, favorevole alla richiesta di Domenico, è stato conosciuto dalla sua difesa soltanto attraverso la documentazione prodotta dall’ASST nel corso del giudizio nonostante le ripetute diffide.
La relazione è datata 18 maggio, ma, per oltre un mese, nessuno lo aveva comunicato a Domenico. Emerge che il 20 maggio la relazione è stata inviata al Comitato etico. Il 25 giugno , l’ASST ha comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico un’ulteriore richiesta di approfondimento delle condizioni di Domenico.
Per questo, il prossimo 1° luglio alcuni componenti della Commissione medica torneranno nella struttura in cui vive Domenico per sottoporlo ad una nuova visita. Nel corso dell’udienza del 23 giugno scorso , Domenico ha espresso direttamente al giudice il peso umano di questa attesa: “Sono stanco, non ne posso più”.
Domenico riesce a stento a muovere soltanto la mano sinistra, avvertendo inoltre dolori insopportabili in tutto il corpo; è assistito quotidianamente dai suoi caregivers per l’espletamento di ogni attività quotidiana. Senza la loro assistenza non potrebbe provvedere ai suoi bisogni, e morirebbe di stenti, in preda ad atroci sofferenze. Viene sottoposto a clisteri e manovre di evacuazione manuale, assume una copiosa terapia antalgica e farmaci antitrombotici al fine di prevenire la recidiva di una trombosi polmonare, che l’aveva già colpito in passato.
“Non mettiamo in discussione la necessità che il Comitato etico disponga di tutti gli elementi e svolga gli approfondimenti che ritiene necessari”, dichiara Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. “Ma non si può ignorare la distanza ormai enorme tra il tempo delle procedure e il tempo vissuto da una persona che si trova ogni giorno in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile. Quando si svolgerà il nuovo accesso saranno trascorsi quasi otto mesi dalla richiesta di Domenico. Gli approfondimenti devono essere accurati, ma anche svolti in tempi compatibili con le condizioni e con i diritti di chi attende: lo afferma anche la Corte costituzionale. Dopo quasi otto mesi, Domenico ha diritto a una risposta definitiva e a tempi certi”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.