Vescovi francesi contro “il fascino della morte”

di Elisabetta Carli

A conclusione dell’assemblea plenaria dei vescovi francesi, il presidente, cardinale di Parigi André Vingt-Trois, ha affermato che in tema di bioetica "non si tratta di rivendicare un riconoscimento delle nostre convinzioni private contro altri approcci o altre concezioni dell’uomo e della sua vita, men che meno di imporle. Ma la luce della Saggezza cristiana ci dà un contenuto e un metodo ragionevoli che possiamo proporre e sottoporre alla discussione con argomenti che non riguardano solo la Rivelazione. Lungi dal situarci nella prospettiva di un particolarismo confessionale, desideriamo mettere il nostro patrimonio al servizio dell’intera società". Il presidente della Conferenza dei vescovi francesi ha precisato poi che la volontà dei porporati è di "impedire che la nostra cultura e la nostra società sprofondino nel fascino della morte. La nostra società deve mobilitarsi tutta per favorire e sostenere la vita e confortarla quando la sofferenza l’invade. Vogliamo contribuire a spezzare i tabù che rinchiudono troppi nostri contemporanei in un conformismo di rinuncia di fronte alle sfide della vita. Vogliamo che la libertà di coscienza sia non solo affermata formalmente, ma anche che sia effettivamente possibile e rispettata nei campi della ricerca come nei servizi di cura. Tutto ciò che è tecnicamente possibile non è necessariamente buono per la persona che lo subisce o per la società che lo autorizza". I vescovi proseguiranno quindi il loro lavoro sulla bioetica "per fornire un contributo utile ai dibattiti che il nostro paese conoscerà in occasione della revisione delle leggi dette di bioetica".