Signora Venier, perché ha deciso di schierarsi?
«Tutto quello che porta vantaggio alle donne mi interessa: abbiamo faticato tanto, perché fermarci adesso? La salute delle donne è un tema che mi è appartiene fin dai primi anni in cui sono arrivata a Roma, quando con Gabriella Ferri, le amiche di Campo de´ Fiori e i radicali occupavamo la vecchia pretura per sostenere la legge sull´aborto. Oggi questo referendum è un´altra battaglia di libertà».
Per lei è anche un modo di fare politica?
«Mi tengo fuori dalla politica (anche se sono circolate voci false per cui sarei scesa in campo), ma sono pronta a battermi per alcune leggi. In questo caso mi sembra giusto che una donna possa decidere se avere un figlio, come averlo, di curarsi con le staminali».
Monica Bellucci e Sabrina Ferilli si sono schierate per il sì.
«E anche Veronica Berlusconi. Il mondo guarda al futuro: in Italia, invece, è come se la scienza si debba fermare. Vivere in un paese democratico significa avere la libertà di scegliere. E poi è bello vedere donne di partiti diversi unite in questa battaglia. Una volta tanto la politica non c´entra, succede di rado».