In Veneto parto indolore gratuito

di Giuseppe Tedesco
Tutti i reparti di ostetricia e ginecologia dovranno attrezzarsi per garantire il servizio 

Il diritto è stato sancito da una legge approvata all`unanimità la notte scorsa dal consiglio regionale 

Il parto fisiologico indolore gratuito è diventato un diritto delle donne venete. Lo stabilisce la legge approvata all`unanimità la notte scorsa dal consiglio regionale nell`ultima seduta prima della pausa estiva, provvedimento che ha ricevuto il plauso dello stesso ministro della salute Livia Turco. Tutti i reparti di ostetricia e ginecologia delle aziende sanitarie venete dovranno perciò attrezzarsi affinché siano presenti in pianta stabile anestesisti preparati, équipes ostetriche formate e organizzate e le necessarie strutture per garantire a tutte le donne che ne facciano richiesta scritta la possibilità di usufruire del parto indolore, senza alcun onere. Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo e di fondi da stanziare prima di andare a regime, ma il principio è comunque sancito. «Il Veneto diventa così una regione all`avanguardia nei servizi sanitari – spiega la relatrice Regina Bertipaglia (Forza Italia) – nell`assicurare alle future madri la possibilità gratuita di scegliere il parto indolore, mediante il ricorso a tecniche antalgiche. Su quasi 28 mila parti l`anno che si registrano nella nostra Regione, attualmente il 13 per cento avviene con l`anestesia epidurale, percentuale superiore alla media italiana (4 per cento) e a quella di regioni limitrofe, ma lontana dai livelli raggiunti in Gran Bretagna e in Francia, dove si arriva al 70 per cento, e negli Usa dove il 90 per cento delle partorienti si avvale di questa tecnica analgesica». «Grazie a questa legge – aggiunge Franco Bonfante (Ulivo-Pdv) promotore della proposta di legge – le Asl del Veneto potranno superare l`attuale situazione "a macchia di leopardo" che vede poche aziende garantire il parto indolore 24 ore al giorno, alcune solo in orario diurno, altre solo in alcuni giorni della settimana, in alcune la prestazione è gratuita, in altre è a pagamento con un costo  medio di 800 euro, che in alcuni casi diventano addirittura 2000 euro». «Garantire a tutte le partorienti il diritto a un parto meno doloroso – conclude la consigliera di Forza Italia – è una questione di civiltà che qualificherà i reparti di ostetricia e ginecologia e le équipes delle sale parto». «La legge veneta, che legittima anche ìl ricorso a tecniche naturali non farmacologiche – fanno notare Pietrangelo Pettenò (Rifondazione) e Giuliana Fontanella (Forza Italia) – anticipa le nuove disposizioni nazionali annunciate dal ministro Turco a favore del parto indolore e ancora in attesa di attuazione». E proprio il ministro della salute parla di «una bella notizia». «Quella approvata dal Veneto – afferma la Turco in una nota – è una buona legge e conferma la validità della nostra proposta già discussa con le Regioni per l`inserimento nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, dell` analgesia epidurale per garantire alle donne di poter scegliere di partorire in modo naturale ma senza dolore». Ed è una «bella notizia – conclude il ministro – anche per il fatto che il Veneto, nell`approvare la legge all`unanimità, ha dimostrato che sul terreno della promozione del diritto alla salute si può lavorare insieme, maggioranza e opposizione, guardando solo all`interesse del cittadino». Plaude anche l`on. Donatella Poretti, radicale della Rosa nel Pugno, che però polemizza con il ministro. «Non possiamo non essere che liete per le donne venete che potranno scegliere come partorire e in caso anche avvalersi dell`anestesia epidurale» afferma ricordando che «il diritto al parto indolore è questione che la commissione affari sociali della Camera si era data come prioritaria» e apostrofando il ministro Turco con un eloquente «se dalle dichiarazioni volesse passare ai fatti trovi i soldi per finanziare la legge».