Il lungo documento, presentato al presidente Bush, offre quattro soluzioni al problema posto dai cosiddetti ‘difensori della vita’: il problema dell’utilizzo, e quindi distruzione, dell’embrione umano. Le quattro soluzioni nascono, secondo le parole del presidente del comitato Leon Kass, dalla necessita’ morale di garantire l’embrione, considerato vita umana dalla maggior parte dei cittadini statunitensi. I membri del consiglio sostengono all’unanimita’ che il dibattito su queste possibilita’ non debba escludere il piu’ ampio dilemma sulla liceita’ o meno delle nuove frontiere della biomedicina: il loro compito e’ proporre ma anche lanciare nuove sfide di riflessione.
La prima soluzione, nota con il nome di Landry-Zucker, riguarda la possibilita’ di derivare cellule staminali da embrioni morti, cercando di mantenere le capacita’ di sviluppo delle cellule stesse. Si tratta di un compromesso ‘morale’ ma non tecnico: si considera in questo caso l’embrione come un qualsiasi cadavere al quale e’ possibile estrarre gli organi.
Le staminali potrebbero essere ottenute anche tramite biopsie non invasive, ma si tratta di tecniche estremamente delicate. Si utilizzerebbe in questo caso la stessa procedura messa in atto per le diagnosi pre-impianto, ma molti scienziati sostengono che sia troppo rischioso in proporzione ai possibili risultati. In questi primi due casi si ricorrerebbe agli embrioni soprannumerari inutilizzati, che al momento negli Usa ammontano a circa 400.000.
Una terza proposta viene dai biologi piu’ sofisticati: le staminali potrebbero essere derivate da embrioni ‘artificiali’, ossia artifici frutto dell’ingegneria. Si tratterebbe di sistemi cellulari che presentano caratteristiche equivalenti a quelle dell’embrione ma ai quali e’ stata privata la capacita’ di embriogenesi, cioe’ di crescere. L’ultima soluzione esamina la possibilita’ di riprogrammare le cellule somatiche adulte per farle tornare allo stadio pluripotente; questa soluzione si presenta pero’ come la piu’ complessa e meno realizzabile.
In ogni caso, gli standard scientifici che verranno utilizzati, dovranno riguardare solo le capacita’ di riproduzione delle staminali estratte e non la loro origine: che provengano da un embrione morto o da qualsiasi altra fonte, devono rappresentare un’alternativa valida alle staminali embrionali.
Sono giorni movimentati questi per gli Usa. Il Parlamento decide di ignorare le posizioni fortemente cattoliche del presidente Bush, che non perde occasione per dimostrarsi il ‘moralizzatore di Stato’. Il comitato presidenziale di bioetica appare stretto fra la necessita’ di dare il contentino al presidente e ai pro-life, con soluzioni decisamente futuristiche e il timore di dire apertamente che c’e’ bisogno di fare ricerca sugli embrioni. Ma non c’e’ da stupirsi. Leon Kass, nel suo libro “Vita, Liberta’ e difesa della Dignita’