Ue e staminali: sì alla ricerca ma salvare l’embrione

di Giuseppe Sarcina
L ‘intesa tra Mussi e i tedeschi sblocca i fondi. I cattolici del Polo: decisione contraria al diritto alla vita. Germania e Italia aprono la strada al compromesso europeo su ricerca e cellule staminali. Il Consiglio dei 25 ministri, riunito a Bruxelles sotto presidenza finlandese, ha approvato ieri il «Settimo programma quadro sulla ricerca».

Il confronto si era impigliato sulla domanda più difficile: fino a che punto si può finanziare la sperimentazione sugli embrioni? Sul tavolo i rappresentanti dei governi hanno trovato lo schema proposto dalla Commissione e già approvato, in prima lettura, dall’Europarlamento. Ora l’accordo tornerà all’esame dell’aula di Strasburgo e quindi ancora del Consiglio.

RICERCA CONTINUA — Negli ultimi cinque anni sono stati distribuiti circa 60 milioni di euro a otto programmi di ricerca su staminali adulte ed embrionali (dagli studi cardiovascolari alla cura del diabete), sviluppate in Gran Bretagna e Olanda. Anche per il futuro i fondi saranno più o meno dì questa dimensione: poca cosa rispetto al 50 miliardi di euro stanziati dal «Settimo programma». I ricercatori dovranno dimostrare che non esistono alternative di sperimentazione. Mussi, in combinata con la collega tedesca Annette Schavan, ha ottenuto l’introduzione di nuovi limiti, recepiti in una dichiarazione predisposta dal Commissario alla ricerca e alla scienza, lo sloveno Janez Potocnik. Il passaggio più importante è proprio l’ultimo, laddove si stabilisce che «la Commissione europea…non sottoporrà al Comitato di gestione (l’organismo che seleziona i piani n.d.r.) progetti che comprendono attività di ricerca che distruggono embrioni umani, anche per procurare cellule staminali».

ITALIA NON BLOCCA — Incassate queste frasi, Mussi si è sfilato definitivamente dalla «minoranza di blocco», lasciando all’ opposizione solo Austria, Lituania, Malta, Slovacchia e Polonia. Anche Germania e Lussemburgo hanno cambiato fronte, schierandosi per il «sì». Il ministro sostiene di aver rispettato in pieno il mandato affidatogli dalla maggioranza, con la risoluzione approvata in Senato. In effetti il cardine di quel documento, «no alla distruzione di embrioni umani al fii della ricerca», si ritrova nell’accordo europeo. Ma, come ha notato il ministro portoghese Josè Mariano Gago, la formula adottata mantiene «una certa ipocrisia» . Gli scienziati non potranno distruggere embrioni, ma avranno accesso a «linee di cellule già esistenti» (non è specificato da quanto tempo) cioè ricavate comunque da embrioni umani in sovrannumero conservati nei laboratori europei o degli Stati Uniti. Il Consiglio ha anche rinviato l’altra richiesta di Mussi: stabilire un limite oltre il quale si considera l’embrione congelato non più «attivo» perla fecondazione. Anzi il Commissario Potocnik ha aggiunto un tocco di ambiguità finale: in futuro si terrà conto dei progressi scientifici per valutare ulteriori impieghi di staminali embrionali.

POLO ALL’ATTACCO — L’accordo piace al ministro dell’Interno Giuliano Amato: «Mi tranquillizza che il testo sia condiviso dalla Germania. E importante anche politicamente». Favorevole, con riserva, la reazione dei cattolici della Margherita, dalla senatrice Paola Binetti al deputato Renzo Lusetti. All’attacco, invece, la Cdl. Il senatore di An Alfredo Mantovano è forse il più duro: «È come se l’Unione europea rifiutasse di pagare il proiettile che uccide un uomo, ma accettasse di versare denaro a chi preleva le parti del cadavere. Quella di Mussi è una decisione ostile al diritto alla vita». Critiche pesanti anche dai parlamentari da Lega, Udc e da Bondi e Giro (FI): «È un nuovo colpo di mano del governo Prodi». Per la Chiesa interviene Monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia Pro Vita: «Condivisibile la scelta della Ue di non distruggere embrioni, ma è inaccettabile l’uso di “linee embrionali”».

1- Ue, via libera con limiti alla ricerca sulle staminali
La Ue ha dato il via libera a un programma con finanziamenti per progetti sulle staminali embrionali

2- No a soldi per programmi che distruggano embrioni
Il testo prevede il divieto di finanziare ricerche che implichino la distruzione di embrioni

3- Sì ai finanziamenti per le linee già esistenti
Possono essere finanziati i progetti di ricerca su linee cellulari staminali embrionali già esistenti

4- Solo cinque paesi contrari: tra loro Polonia e Austria.
Sui 25 Stati membri solo 5 hanno votato contro: Polonia, Lituania, Malta, Slovacchia e Austria.