Tre ministri sul palco di “Coraggio laico”

In 10mila alla contromanifestazione di piazza Navona. Interventi di Mussi, Pecoraro Scanio e Bonino. Polemica per l’assenza dei Ds
Sventolano le bandiere radicali, socialiste, verdi, dell’Arcilesbica, in piazza Navona, dove, secondo gli organizzatori, c’erano almeno 10 mila persone.

Eppure, incuriositi e divertiti da voci e colori, si aggiravano, tra il popolo del «Coraggio laico», tanti turisti col cono in mano e il sorriso beato di chi sta in vacanza. Sul palco, si sono alternati i politici, persino tre ministri, e tutti, o quasi, hanno attaccato l’altra piazza, quella di San Giovanni, definita “clericale”, “fondamentalista”, “oscurantista” . Nel parterre, tra tanti volti ignoti, qualche viso noto. C’era Massimo Ghini, attore e padre di quattro figli, che è venuto a dare un’occhiatina e dice: «Non capisco il perché della contrapposizione…». Lo capiscono benissimo gli organizzatori della manifestazione, stizziti per l’assenza imbarazza dei Ds. Ecco, ad esempio, Fabio Mussi, ministro dell’Università, che parla dal palco: «Non rispondo di loro, ma mi rammarico che non sono qui». Deluso per l’assenza di Piero Fassino, è anche Enrico Boselli (Sdi), che punzecchia Francesco Rutelli, definendolo un «caso da studiare» . Furibonda è l’icona gay della tv, Alessandro Cecchi Paone, ostile alle gerarchie ecclesiastiche, che esplode: «E’ vergognosa l’assenza dei Ds!». I Ds ci sono eccome, gli risponde Marco Filippeschi, che lavora nella segreteria della Quercia. «Ci sono anche io!», esclama Ivana Bartoletti, e aggiunge di aver avvistato il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Chi si contenta, gode. La piazza, dunque, deve far di necessità virtù, accogliendo i suoi tre ministri pasdaran: cioè Mussi, che è, non a caso, appena uscito dai Ds in polemica con il Partito democratico, il ministro per il Commercio Estero, Emma Bonino, radicale da sempre e da sempre animatrice di battaglie laiche e laiciste. Infine il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che minaccia «milioni di persone in piazza a difesa dello Stato laico». Manuela Palermi (Pdci), oltre a difendere i valori laici, attacca il Vaticano: «La presenza qui è obbligatoria quando c’è una offensiva della Chiesa che manifesta anche una certa cattiveria, perché vorrei sapere a loro che fastidio danno due persone omosessuali che si amano?». I manifestanti condividono. Sugli striscioni si legge tutta la stizza contro l’Oltretevere: «Divorzio dal Papa, mi sposo con Dico», oppure «Una fede non fa una famiglia». C’è persino una donna vestita da Vescovo. Giovanni Russo Spena (Prc) è inviperito: «La manifestazione per l’orgoglio laico sarà inferiore numericamente alla parata di massa messa in scena dalla Chiesa e dall’opposizione e in cui sono “caduti” perfino dei ministri. Fatto sta però che chi ha manifestato a piazza Navona è maggioranza nel Paese». C’è Marco Pannella, che parla solo a notte ormai arrivata. Tra tante bandiere rosse, verdi e violette, si intravede una bandierina del partito repubblicano. Rappresenta Antonio Del Pennino, l’unico esponente della Cdl presente a Piazza Navona, dove formalmente si celebrava la vittoria al referendum sul divorzio e dove l’Arcigay dichiara che, «di fronte al pressing omofobico delle istituzione religiose» è arrivato il momento di chiedere il matrimonio per le coppie gay.