Torinese sarà mamma a 58 anni. Fecondazione eterologa all`estero

En.Ne.

fecondazioneTra poche settimane una donna di 58 anni partorirà nell’ ospedale Sant’ Anna di Torino, dove si trova attualmente ricoverata nel reparto Alta complessità. La signora è rimasta incinta grazie a un trattamento di fecondazione assistita che ha fatto ricorso alla cosiddetta «ovodonazione»: si tratta cioè di una fecondazione eterologa eseguita verosimilmente all’ estero perché la pratica è vietata dalla legge italiana.

Ora che è prossima al parto si è presentata all’ ospedale torinese per essere seguita nelle ultime fasi della gravidanza e poi nel parto. Per normale precauzione è stata ricoverata nel reparto di gravidanze a rischio, nel dipartimento diretto da Tullia Todros. L’ ospedale non fornisce alcun particolare per il dovere di tutelare la privacy della donna, che viene detta felice ma provata.

La signora ha mantenuto il riserbo su dove e quando avrebbe fatto l’ intervento. «Non mi pronuncio, certo non condanno questa signora – ha detto Todros adesso quello che conta è portare a termine questa gravidanza nel migliore dei modi. Ci sono tutti i presupposti». La donna, che risiede nella provincia di Torino, non è certo un record assoluto quanto a gravidanze tardive. In Italia ci fu nel 1992 Liliana Cantadori, che partorì a 61 anni, e – l’ anno dopo – Rosanna Della Corte, 63 anni. In Europa, invece, due dei casi più eclatanti sono stati quelli della romena Adriana Iliescu, mamma nel 2005 a 67 anni e della spagnola Carmela Bousada, che alla stessa età, nel 2006, ha dato alla luce due gemelli ed è morta meno di tre anni dopo.

«Partorire a quell’ età non è certo una passeggiata – ammette il ginecologo del Sant’ Anna Silvio Viale – ci sono molti particolari da tenere sotto stretta osservazione». Lo conferma Andrea Natale, ginecologo dell’ ospedale «Macedonio Melloni» di Milano: «E’ noto che ci sono fattori di rischio della gravidanza che aumentano con l’ età: innanzi tutto la vascolarizzazione e la possibilità di maturazione della placenta sono ridotte. Aumenta il rischio di ipertensione, diabete gestazionale e ritardi di crescita del bambino (che sono causa anche di prematurità). In altre parole aumentano i pericoli sia per la mamma sia per il bambino». In generale, «se suggeriamo di avere attenzione alle donne che partoriscono dopo i 40 anni, immaginiamo quando siamo vicini ai 60». «Ovviamente auguriamo ogni bene al bambino – conclude Natale – ma resta il fatto che si tratta di desideri che, se danno soddisfazione ai genitori e al ginecologo, non tengono conto della realtà della natura».  

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