Torna nelle Commissioni del Senato il disegno di legge sul fine vita della maggioranza

Liberi fino alla Fine parlamento

Dopo 9 mesi di stallo, l’Associazione Luca Coscioni chiede il ritiro del testo, con un appello sottoscritto da 25.000 persone grazie a una mobilitazione in 170 piazze di 88 città in tutta Italia.

La lettera ufficiale a Segretari e Presidenti di partito: “Ci vuole una legge che consolidi i diritti esistenti, non una che li cancelli. Anche a livello regionale”

Il disegno di legge sul fine vita proposto dalla maggioranza è tornato nelle Commissioni del Senato, dopo la rinuncia alla trattazione in plenaria dove era stato calendarizzato per il mese di aprile.

È un primo risultato importante, ottenuto anche grazie alla mobilitazione nazionale organizzata dall’Associazione Luca Coscioni dal 6 al 19 aprile e capace di raccogliere oltre 25.000 adesioni, per chiedere proprio il ritiro del testo perché, se approvato, avrebbe cancellato i diritti già riconosciuti grazie alle sentenze della Corte costituzionale, rendendo più difficile, se non impossibile, l’accesso all’aiuto alla morte volontaria per le persone che ne hanno diritto.

Per l’Associazione Luca Coscioni, una legge sul fine vita deve:

  • rispettare e applicare pienamente i principi stabiliti dalla Corte costituzionale, a partire dalla sentenza sul caso Cappato–Dj Fabo (242/2019);
  • garantire tempi certi e procedure chiare per l’accesso all’aiuto alla morte volontaria attraverso il Servizio sanitario nazionale eliminando ostacoli burocratici e scarichi di responsabilità che oggi costringono le persone a lunghi percorsi giudiziari;

“Dopo 9 mesi di paralisi parlamentare, è ormai evidente che la legge presentata dal Governo è di ostacolo all’approvazione di buone norme sul fine vita. Il ritiro del testo, che non è mai riuscito ad arrivare in Aula, non equivale a un ritiro definitivo né a una revisione della proposta della maggioranza. Anche una mediazione che partisse dal testo a prima firma del Senatore Zanettin (FI) sarebbe una mediazione al ribasso rispetto alle regole già in vigore da sette anni grazie alla Consulta. Il ritiro però risulta una condizione necessaria per restituire ai Parlamentari la possibilità di affrontare una discussione libera da logiche di schieramento e disciplina di partito. Ci vuole una legge che consolidi i diritti esistenti, non una che li cancelli”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Prosegue intanto la mobilitazione sulle leggi regionali: in Piemonte e Lazio sono già in corso iniziative popolari, in procinto di ripartire anche in Lombardia e Calabria, per riportare in Consiglio regionale la proposta di legge “Liberi Subito”, già approvata in Toscana e Sardegna. Su questo tema l’Associazione Luca Coscioni ha scritto formalmente a tutti i Segretari e Presidenti di partito per chiedere il sostegno formale alla proposta di legge regionale  rivista secondo le recenti indicazioni della Consulta, ossia la piena competenza delle Regioni nel definire le modalità di attuazione del diritto di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.