Testamento biologico possibile in 34 comuni

Il Sole 24 ore CentroNord
Mariangela Latella

Parte da Modena il rilancio dei registri comunali nei quali i cittadini possano trascrivere la propria dichiarazione anticipata di trattamento sanitario(Dat), in pratica il proprio testamento biologico.
Un congresso nazionale, svoltosi nel capoluogo emiliano il 7 febbraio scorso, apre infatti nuove prospettive, dopo lo stop all’iniziativa dei comuni messo nero su bianco dalla circolare ministeriale dello scorso 19 novembre che riportava la materia del "fine vita" all’esclusiva competenza del legislatore nazionale, negando ogni fondamento giuridico ai registri comunali. Nessuna illegittimità per i testamenti biologici, hanno ribadito i 70 comuni italiani che hanno già istituito i registri Dat (di cui circa la metà sono toscani ed emiliano-romagnoli).
I comuni "ribelli" si dicono inoltre pronti a eccepire l’illegittimità costituzionale del Ddl Calabrò sul biotestamento, già approvato dal Senato quasi due anni fa, nel caso dovesse passare indenne anche l’esame della Camera, previsto nei prossimi giorni.

 

In allegato il testo integrale dell’articolo pubblicato su Il Sole 24 ore CentroNord

 

 

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