Testamento biologico, Englaro convince la platea

il Messaggero (ed. Civitavecchia)
Ste.Man.

“Nè abbandoni terapeutici né violenze: voglio essere libero di dire "no, grazie" a una terapia alimentativa, il "sondino di stato", per cui ora la legge contempla solo l’opzione affermativa”. È stato chiaro Beppino Englaro, ospite venerdì dell’affollata conferenza su "Testamento biologico: Liberi di scegliere", promossa dalla Chiesa Evangelica Battista guidata dal pastore Massimo Aprile, che nell’occasione ha annunciato l’apertura in via dei Bastioni di uno sportello per chi vorrà predisporre il testamento biologico. “Per ciò, in attesa della sentenza della Corte Suprema di Cassazione arrivata dopo quasi 16 anni dal coma di mia figlia, con il mio comportamento ho dato voce a Eluana la cui volontà è la mia stessa volontà, perché noi tre eravamo un nucleo familiare compatto e il suo tabù non era la morte, bensì dipendere da macchinari”.

Atteso dalla fitta platea, il dibattito è stato acceso (sono stati citati Salvatore Crisafulli e Caterina Socci come casi di "risvegli" dal coma) e l’intervento di Englaro è arrivato dopo che i medici Arianna Izzo e Fulvio Amadori sviscerassero il tema da punto di vista medico, in particolare della deontologia dei camici verdi. Partendo dalla domanda: "Il diritto di vivere comporta anche l’obbligo di vivere?", l’avvocato Cristina Riccetti, accennando alla relativa non legge italiana", ha parlato di “consenso informativo e diritto all’autodeterminazione legati alla tutela della volontà dell’individuo a cui sono sottesi dei valori fondamentali per la persona umana. Diritto di terza generazione, l’autodeterminazione – ha detto la Riccetti – è entrato nelle nostre vite con i media e i casi Englaro e Welby”.

“Presto presenterò in consiglio comunale una mozione per sollecitare, sulla base di altri comuni italiani, l’attivazione del registro per la raccolta dei testamenti biologici anche al Pincio”, ha annunciato il consigliere comunale dei Verdi, Alessandro Manuedda.

 

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