Test sulle staminali Vaticano contro Obama

Gaty Sepe

Il presidente Usa elimina il divieto di ricerca di Bush sulle cellule embrionali. L’Osservatore: immorale
Gli Stati Uniti ricominceranno a finanziare la ricerca pubblica sulle cellule staminali embrionali vietata da George Bush che il Vaticano, come ha ribadito ieri, ritiene «profondamente immorale e superflua». Dopo quello sull’aborto, si profila dunque il secondo scontro tra il nuovo presidente degli Stati Uniti e la Chiesa cattolica.

Barack Obama aveva annunciato in campagna elettorale che avrebbe abolito il divieto imposto da George Bush a questo filone di studi – ritenuto da gran parte della comunità scientifica strategico per la terapia di molte malattie oggi incurabili – e ha mantenuto la promessa. Secondo quanto lo stesso presidente ha fatto anticipare già venerdì dai suoi collaboratori, l’atto esecutivo verrà firmato domani. Nel corso della cerimonia alla Casa Bianca Obama spiegherà la decisione di accelerare i tempi – fino a qualche giorno fa aveva detto dì voler preferire che su un tema come questo, che innesca divisioni e battaglie ideologiche si pronunciasse prima il Congresso – sulla ricerca con le staminali per «riportare l’integrità scientifica nel campo delle scelte politiche sulla salute». D’altronde, era stato con un ordine esecutivo che Bush, nel 2001, aveva vietato il finanziamento pubblico a questo tipo di studi, limitandolo alle linee embrionali già esistenti, che si sono poi rivelate in,, gran parte inutilizzabili, e incoraggiando invece la ricerca sulle staminali adulte.

Adesso, saranno necessari alcuni mesi – il National Institute oh Health dovrà sviluppare nuove linee guida – prima che i finanziamenti comincino ad arrivare alle università e agli altri centri di ricerca. Ma la Chiesa Cattolica, che già in passato aveva definito «molto deludente» Obama per alcune sue sortite troppo libertarie in tema di aborto, si è affrettata a riportare sull’Osservatore Romano il giudizio dei vescovi statunitensi che hanno definito quella sulle cellule embrionali ricerca «profondamente immorale e superflua». «Una volta oltrepassata la fondamentale linea morale che ci impedisce di trattare gli esseri umani come meri oggetti di ricerca – scrive il giornale del Papa – non ci sarà più un punto di arresto».

Critiche alla decisione Usa arrivano anche dal Pdl: «Registriamo una regressione culturale – sottolinea il senatore Stefano De Lillo – la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali riapre un capitolo che l’etica aveva chiuso, perché la sperimentazione scientifica deve mirare a tutelare la vita e non alla sua distruzione». La notizia è stata invece accolta da un lungo applauso a Bruxelles, nel corso del secondo congresso sulla libertà di ricerca scientifica promosso dall’Associazione Luca Coscioni: «E un segnale di speranza – commenta il deputato europeo radicale Marco Cappato – per la comunità scientifica internazionale, e per tutti i cittadini, nonché una battuta d’arresto peri fondamentalismi che operano su scala globale». A livello scientifico, «non si tratta di una rivoluzione – ha detto Giulio Cossu, ordinario di istologia all’Università di Milano – L’importanza è concettuale, ovvero l’aver ribadito il fatto che bisogna studiare tutte le cellule staminali e non escluderne alcune su base ideologica».