Staminali, troppi intralci a ricerche garantite dalla legge

Giovanni Bignami

galileoCome sono contento di fare l’astrofisico oggi, non 400 anni fa, ai tempi di Galileo. Oggi nessuno mi impedisce di guardare il cielo e trame le conclusioni che voglio. Il valore (o meno) del mio lavoro è giudicato solo dai miei pari, e, attraverso di loro, da quelli che mi finanziano, i contribuenti. Non da inquisitori, depositari di verità assolute. Sembra proprio quello che oggi invece succede a chi lavora con le cellule staminali embrionali, come Elena Cattaneo, Elisabetta Cerbai e Silvia Garagna delle Università di Milano, Firenze e Pavia.

Non c’è più l’Inquisizione e non rischiano il rogo o la prigione. Si vedono solo negata la libertà di far ricerca su quanto è legale fare. Libertà tutelata dalla nostra Costituzione (oltre che dal buon senso, in un campo dove la concorrenza mondiale non fa sconti). Infatti, non possono ricevere fondi per via di tre paroline «purché non embrionali…», aggiunte all’ultimo momento ad un bando di ricerca (con soldi pubblici) sulle «cellule staminali». Invece, la ricerca sulle «staminali embrionali», purché già esistenti come quelle che usa Cattaneo, è legale in Italia. Hanno fatto ricorso al Tar, sentendosi dire che non hanno diritto di ricorrere: dovrebbero farlo le loro «istituzioni», cioè le loro Università, non loro, che la ricerca la fanno di mestiere e che dalle tre paroline sono brutalmente danneggiate. Come guarderemo indietro, non dico tra 400, neanche 40, ma forse tra quattro anni ad una società che tenta, di nascosto, di impedire di ricercare, invocando un credo tanto privato quanto profondamente rispettabile? Ma già adesso, proprio sul Corriere del 3 luglio, il vescovo Sergio Pagano, esorta la Chiesa a «non fare come con Galileo» sulle staminali. Pensiamo, tutto sommato, che si tratti solo di un goffo errore, non degno delle nostre istituzioni. Ma è un errore che va su Nature, e fa apparire l’Italia nella luce sbagliata all’estero, dove più agguerrita è la concorrenza. Noi scienziati chiediamo allora che il governo intervenga a difesa della libertà di ricerca, sia di Cattaneo, Cerbai e Garagna, sia di tutti noi. Le staminali embrionali (come le adulte) non sono la bacchetta magica, ma anche attraverso di loro passano le speranze di molti malati che oggi non hanno altro.