Staminali, sentenza appesa a un filo. Il padre di Celeste: “Fate presto”

Il Giorno

Giulio Cossu (San Raffaele): "Sulle sperimentazioni la legge è molto rigida. E un altro problema è che queste terapie sono costosissime, anche 500-700 mila euro"

Fiato sospeso per Celeste, la bimba veneziana di due anni affetta da atrofia muscolare spinale, una malattia di origine neurologica che provoca un lento e inesorabile restringimento dei muscoli e il blocco delle funzioni respiratorie, al centro di un caso ormai giudiziario. In gioco c`è la sua vita, appesa a un filo e al pronunciamento del Tribunale di Venezia cui la famiglia ha presentato ricorso contro lo stop imposto sei mesi fa dall`Agenzia del farmaco alla terapia sperimentale a base di staminali adulte somministrata alla piccola all`ospedale Civile di Brescia.

Il verdetto potrebbe arrivare oggi, oppure – se il tribunale chiedesse di acquisire nuova documentazione – tutto sarebbe rimandato al 28 agosto. «Il giudice (Margherita Bertolaso della sezione Lavoro, ndr) ci ha ascoltato attentamente, ha ben capito l`importanza dell`urgenza della decisione: sono fiducioso» ha commentato Giampaolo Carrer, padre della bimba, al termine dell`udienza che si è svolta ieri. «Ha voluto ascoltare anche la mia testimonianza valutando ogni singolo aspetto della questione. Penso e spero abbia capito che abbiamo fatto tutto alla luce del sole, in un ospedale italiano, con cure autorizzate dalla sanità italiana».

Carrer, che ha descritto la figlia come «una tigre che non molla mai» ma per cui la cura è assolutamente vitale, si è anche detto sorpreso per il black out: «Ci sono altri sei o sette bimbi in attesa delle stesse cure» ha puntualizzato. Pure i legali della famiglia Carrer, Dario Bianchini e Marco Vorano, si sono mostrati perplessi: «Il centro bresciano è ritenuto all`avanguardia in tutta Europa – hanno fatto sapere -. Un blocco dunque non spiegabile a fronte, peraltro, di evidenze cliniche sul miglioramento della bambina». La sospensione risale al 15 maggio scorso, dopo un`ispezione dei carabinieri del Nas e degli ispettori dell`Aifa al Civile di Brescia, con cui collabora la onlus Stamina Foundation.

Il ministro della salute Balduzzi ha disposto nuovi accertamenti confluiti poi in un rapporto ora sul tavolo della Procura di Torino. «Le terapie, approvate dal Comitato etico locale, hanno riguardato 12 piccoli pazienti affetti da patologie degenerative per cui le terapie tradizionali non risultavano efficaci, il tutto in conformità ad un decreto del Ministero della Salute del 2006» ha stigamtizzato l`ospedale bresciano ribadendo «la correttezza del proprio operato e l`idoneità delle strutture». Il Civile ha già avanzato ricorso al Tar contro una decisione «illegittima e gravemente lesiva per l`immagine dell`azienda».

 

LA STORIA

La terapia

Celeste è una bambina veneziana di due anni malata di atrofia muscolare spinale. La piccola era sottoposta al centro dell`ospedale di Brescia ad una terapia sperimentale a base di cellule staminali adulte

L`interruzione

Il 15 maggio scorso l`Agenzia del farmaco decide di bloccare le attività sanitarie svolte, con cellule umane, negli ospedali di Brescia in collaborazione con Stamina Foundation. La piccola Celeste resta senza cure

L`inchiesta

Il pm di Torino, Raffaele Guariniello (foto Ansa), indaga su Stamina Foundation. Il sospetto è che il vertice della onlus fosse «animato dall`intento di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza»