di Francesco Semprini
Scienziati Usa ottengono cellule embrionali manipolando quelle adulte
Si potrebbe così evitare la distruzione degli embrioni
New York – Gli scienziati hanno rimesso indietro le lancette dell’orologio delle cellule staminali giungendo a una scoperta destinata ad alimentare il dibattito sulla ricerca delle staminali. Conducendo una serie di esperimenti su topi da laboratorio, quattro équipe indipendenti di esperti sono riuscite a trasformare cellule vecchie o mature, come quelle della pelle, al loro stato originale, cioè quello embrionale.
Successive prove hanno rivelato che le cellule ottenute hanno esattamente le stesse proprietà delle cellule embrionali, cioè cellule primitive non specializzate dotate della importante proprietà di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo. Sono, cioè, in grado di trasformarsi in muscoli, cuore, nervi e altri tipi di tessuti, ma l’altro elemento di novità consiste nel fatto che tre su quattro gruppi non sono ricorsi all’uso di uova o alla distruzione di embrioni. “Abbiamo dimostrato di essere in grado di rimettere indietro le lancette dell’orologio” ha spiegato Rudolph Jaenish, scienziato del Whitehead Institute for Biomedical Research di Cambridge, in Massachusetts, e autore di uno dei quattro studi pubblicato dalla rivista specializzata Nature. Se la procedura potesse essere seguita anche con cellule adulte umane, senza far ricorso a embrioni, si avrebbe accesso a una fonte preziosa di cellule per la medicina rigenerativa, per riparare cioè organi e tessuti, curare malattie, creare organi da trapianto. La scoperta è destinata ad alimentare il dibattito sulla ricerca in Italia tanto quanto negli Stati Uniti, dove George W. Bush ha sempre negato lo stanziamento di fondi per la ricerca su embrioni umani. Tuttavia repubblicani e democratici sono convinti dell’importanza del tema e questa scoperta potrebbe cambiare le cose. Alcuni Stati americani, come la California, hanno deciso di finanziare autonomamente gli studi. Il risultato, potenzialmente rivoluzionario, è frutto della tenacia di Shinya Yamanaka dell’ Università di Kyoto, che già lo scorso anno aveva avuto l’intuizione giusta senza però ottenere i risultati sperati negli esperimenti. Ci ha riprovato con successo quest’anno condividendo il lavoro con le altre tre équipe di esperti, tra cui anche quelle dell’Harvard Stem Cell Institute e del Massachusetts General Hospital Cancer Center di Boston. Il prossimo passo sarà ripetere la procedura con le cellule umane, anche se per la presenza di tante specie di geni, sarà piuttosto difficile identificare quelli capaci di rimettere indietro le lancette dell’orologio biologico di donne e uomini.
Si potrebbe così evitare la distruzione degli embrioni
New York – Gli scienziati hanno rimesso indietro le lancette dell’orologio delle cellule staminali giungendo a una scoperta destinata ad alimentare il dibattito sulla ricerca delle staminali. Conducendo una serie di esperimenti su topi da laboratorio, quattro équipe indipendenti di esperti sono riuscite a trasformare cellule vecchie o mature, come quelle della pelle, al loro stato originale, cioè quello embrionale.
Successive prove hanno rivelato che le cellule ottenute hanno esattamente le stesse proprietà delle cellule embrionali, cioè cellule primitive non specializzate dotate della importante proprietà di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo. Sono, cioè, in grado di trasformarsi in muscoli, cuore, nervi e altri tipi di tessuti, ma l’altro elemento di novità consiste nel fatto che tre su quattro gruppi non sono ricorsi all’uso di uova o alla distruzione di embrioni. “Abbiamo dimostrato di essere in grado di rimettere indietro le lancette dell’orologio” ha spiegato Rudolph Jaenish, scienziato del Whitehead Institute for Biomedical Research di Cambridge, in Massachusetts, e autore di uno dei quattro studi pubblicato dalla rivista specializzata Nature. Se la procedura potesse essere seguita anche con cellule adulte umane, senza far ricorso a embrioni, si avrebbe accesso a una fonte preziosa di cellule per la medicina rigenerativa, per riparare cioè organi e tessuti, curare malattie, creare organi da trapianto. La scoperta è destinata ad alimentare il dibattito sulla ricerca in Italia tanto quanto negli Stati Uniti, dove George W. Bush ha sempre negato lo stanziamento di fondi per la ricerca su embrioni umani. Tuttavia repubblicani e democratici sono convinti dell’importanza del tema e questa scoperta potrebbe cambiare le cose. Alcuni Stati americani, come la California, hanno deciso di finanziare autonomamente gli studi. Il risultato, potenzialmente rivoluzionario, è frutto della tenacia di Shinya Yamanaka dell’ Università di Kyoto, che già lo scorso anno aveva avuto l’intuizione giusta senza però ottenere i risultati sperati negli esperimenti. Ci ha riprovato con successo quest’anno condividendo il lavoro con le altre tre équipe di esperti, tra cui anche quelle dell’Harvard Stem Cell Institute e del Massachusetts General Hospital Cancer Center di Boston. Il prossimo passo sarà ripetere la procedura con le cellule umane, anche se per la presenza di tante specie di geni, sarà piuttosto difficile identificare quelli capaci di rimettere indietro le lancette dell’orologio biologico di donne e uomini.