Come previsto alla vigilia, il Senato americano, a maggioranza democratica, ha dato il via libera ad una legge che concederebbe fondi federa i alla ricerca sulle staminali ricavate da embrioni vivi. Così facendo la Camera alta si è avviata allo scontro frontale con George W. Bush, che ha promesso di porre il veto alla misura. Il voto, arrivato nella notte italiana, ha approvato infatti il disegno di legge a maggioranza semplice: non abbastanza quindi per superare il no della Casa Bianca. Lo sforzo dei democratici, che avevano sponsorizzato l’iniziativa, di raccogliere i 67 sì su 100 necessari a vanificare l’intervento del presidente sono falliti di misura. I voti a favore sono stati infatti 63. Ora il provvedimento passa di nuovo alla Camera, dove era già stato approvato ma in una versione leggermente diversa, prima di finire alla Casa Bianca, dove si arenerà. «Questo disegno di legge supera un limite morale che io e molti altri trovano inquietante – è infatti stata la reazione di Bush-. Se questo disegna arriverà sulla mia scrivania, io vi opporrò il mio veto». Sarà solo il secondo sbarramento posto da Bush al Congresso in altre sei anni di presidenza. 11 primolo aveva esercitato nel 2006 nei confronti di una misura quasi identica, che mirava cioè ad ampliare la concessione di finanziamenti federali ai ricercatori che estraggono linee di cellule staminali dagli embrioni scartati dalle cliniche della fertilità, ma che potrebbero ancora trasformarsi in neonati.
Attualmente i ricercatori che ricevono sovvenzioni da Washington hanno il diritto di lavorare solo su linee di cellule staminali embrionali create nel 2001 o prima. Questa volta pero lo scontro con il presidente apre la porta a un possibile compromesso di cui il partito repubblicano in Congresso ha sempre più bisogno. Alle spalle della legge dei democratici c è infatti già un altro disegno, proposto dal senatore repubblicano Johnny lsakson, che chiede di limitare l’erogazione di fondi pubblici alle ricerche su embrioni danneggiati o morti di cause naturali . Bush firmerebbe questa proposta, che ha definito «estremamente promettente».
E la formulazione ha raccolto il consenso di molti gruppi di difesa della vita, anche se ha sollevato il timore che possa essere utilizzata dai ricercatori in modo arbitrario. Politicamente, inoltre, rappresenta una via d’uscita per l’impasse in cui si trovano molti parlamentari repubblicani, divisi ala fedeltà alla linea etica del presidente e la pressione esercitata dalle università e dall’opinione pubblica perché rilassino Le restrizioni sulla ricerca. Una pressione che potrebbe costare a molti di loro il seggio durante le elezioni del 2008