Ieri infatti 11 ministro dell’Università, Fabio Mussi, è tornato a difendere come «sensata» la sua scelta di togliere la firma alla dichiarazione etica che bloccava quei finanziamenti Ue. Ma dalla maggioranza viene un’offensiva sia contro la stessa legge 40, che vieta la sperimentazione sugli embrioni in Italia.
Marco Cappato (Rnp) chiede di aprire «un dibattito per stabilire e discutere il ruolo di un rinnovato comitato nazionale di Bioetica», e per poi passare, al Parlamento e «così ridiscutere le leggi su cui è urgente un cambiamento di marcia»: fecondazione assistita, testamento biologico, distribuzione della Ru486. Del resto lo stesso Mussi, pur ribadendo che norme sulla sperimentazioni sugli embrioni congelati, non sono nel programma di governo, non esclude che qualcuno ne chieda la discussione in Parlamento. In tal caso, anticipa, l’esecutivo «dirà la sua». Comunque nell’iniziativa di Cappato, l’udc LucaVolonté, individua un’azione di pressione per avere nel nuovo comitato nazionale di Bioetica «un presidente attivo nella campagna che lo scorso ha visto una bruciante sconfitta». Ma alla sollecitazione per modificare la legge 40, si aggiungono quelle per varare i pacs, in questo caso la Rnp è spalleggiata dal Prc.
Per la compagine radicali&socialisti, Enrico Buemi, infatti, li considera «una necessità che deve essere rapidamente soddisfatta». Ancora più deciso, questa volta, Vladimir Luxuria vuole «calendarizzare immediatamente il dibattito sui pacs in Parlamento». Secondo l’esponente di Rifondazione la decisione sarebbe «necessaria» per rispondere alle persone che hanno «determinato la vittoria dell’Unione», caratterizzata dallo «spartiacque» programmatico delle unioni civili. «Altre sono le priorità», gli risponde, per Fi, Elisabetta Gardini, sollecitando un dibattito sulla reale situazione delle famiglie, le uniche previste dalla nostra Costituzione.