Carla Castellacci, biologa, lavora come freelance nell`ambito della comunicazione e della divulgazione scientifica. È tra gli ispiratori e organizzatori del Darwin Day, manifestazione che da anni riscuote un grande successo di pubblico, «a testimoniare la voglia di scienza in una Italia in cui la ricerca», dice lei, «è limitata dalla cronica mancanza di fondi e dai condizionamenti». Insieme al filosofo della scienza Telmo Pievani, di istanza a Milano Bicocca, ha scritto il libro "Sante Ragioni" (chiare lettere), un pamphplet ben documentato, di taglio personale, su temi bioetici. Eutanasia, tra questi. Ora c`è il caso Eluana Englaro.
Questa volta i giudici si sono espressi perla sospensione della alimentazione forzata. Per monsignor Rino Fisichella, neopresidente della Pontificia accademia per la vita, è «eutanasia, una sconfitta». Per le vedove Coscioni e Welby si tratta di «un successo». E per lei?
«Non sono tra quelle che applaudono di fronte alla decisione di terminare una vita, anche se a essere spenta non è altro che un`esistenza vegetale. Conosco il caso di Eluana solo attraverso le discussioni sui giornali, e non posso che assumere che la condizione di stato vegetativo persistente sia stata accertata oltre ogni ragionevole dubbio. Non ho motivo di dubitare che il padre di Eluana sia stato un interprete fedele della volontà della paziente, e che quella da lui condotta in questi anni sia stata una battaglia per vedere riconosciuto alla figlia un diritto negato»
Crede che il caso abbia un valore oltre la sua specificità?
«A mio modo di vedere, il caso di Eluana riguarda il diritto a rifiutare un trattamento medico indesiderato. È un diritto di cui disponiamo fino a che siamo coscienti e capaci di esprimere la nostra volontà, ma negato a chi si trova a dipendere da macchinari che lo tengono in vita, o non è cosciente o in grado di esprimere la sua volontà. Una legge sul testamento biologico ci restituirebbe questo diritto a disporre del nostro corpo e della nostra vita».
La gerarchia ecclesiastica e buona parte del Parlamento sono contrari anche soltanto a parlarne…
«La Chiesa cattolica ha già detto, e oggi ripete, che la nostra vita "non è disponibile", che non sarebbe nostra. Ha parlato di eutanasia e del venir meno degli obblighi dello Stato nei confronti dei più deboli. Ha ripetuto che testamento biologico ed eutanasia sono la stessa cosa. Sono argomenti già sentiti, e semmai mi stupisco che non abbia trovato di meglio che riciclare argomenti così superficiali. Spero comunque che nessuno festeggi. E soprattutto spero, anche se non ci credo, che nessuno vorrà fare confusione. L`eutanasia non c`entra, il diritto a una morte dignitosa non c`entra. E non fingiamo di dimenticare che dal momento in cui Eluana sarà privata di alimentazione e idratazione, anche se accompagnata dalle cure palliative che i giudici hanno correttamente voluto indicare, una vita andrà lentamente, silenziosamente spegnendosi». [.]