Sperimentazione con le staminali, nuova speranza per battere la Sla

Il Secolo XIX
F.M.

Dopo nove anni di attesa, la cellule staminali prelevate dal cervello di feti morti per cause naturali potranno diventare una speranza per chi soffre di sclerosi laterale amiotrofica, malattia meglio nota come Sla.
Nelle prossime ore verrà attivato il call center per i pazienti e dal 5 dicembre dovrebbero iniziare i trattamenti, previsti inizialmente per 18 pazienti.
Si realizza quindi il sogno di Angelo Vescovi, direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che ha annunciato la partenza della prima sperimentazione no-profit nel settore al mondo ieri a Genova, nel corso del convegno che ha chiuso la "due giorni" della ricerca dell’Ospedale Galliera.
“E’ solo una sperimentazione di fase 1, cioè valuteremo la tossicità del trattamento – ha sottolineato Vescovi – Speriamo di vedere qualche effetto benefico sui pazienti, ma non sarebbe corretto parlare di nuova cura”.
La ricerca sulla Sla è solo l’ultimo capitolo degli studi sulle cellule bambine, che hanno la capacità di replicarsi e di dare vita a nuovi tessuti. Se per le malattie del sangue il loro impiego è ormai diventato una vera e propria cura – basti pensare ad esempio al trapianto di midollo – in altri settori c’è ancora molta strada da fare.
Ma le speranze ci sono: nei giorni scorsi i ricercatori dell’Università di Louisville e Harvard, guidati dall’italiano Roberto Bolli, hanno dimostrato che, utilizzando cellule degli stessi malati, si può puntare a irrobustire il cuore sfiancato dalla morte del tessuto.
Più lontano, invece appare l`impiego per la malattia di Parkinson. Come ha ricordato Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson di Milano, fino a oggi le sperimentazioni non hanno dato risultati soddisfacenti.

 

© 2011 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati