«Siamo all’oscuramento delle coscienze»

Maria Zegarelli
Si accende lo scontro, il comitato referendario: «Chi difende la laicità dello Stato?»Fassino: «Noi chiediamo 4 Sì per la vita, l’astensione è un trucco». La destra esulta.

La chiesa lancia il suo affondo contro il referendum, come era prevedibile, ma con un arsenale di munizioni piuttosto consistente: papa Ratzinger – cardinal Ruini. Gli effetti sono immediati: il mondo politico si spacca tra favorevoli e contrari alle esternazioni vaticane con posizioni trasversali. Secondo il ministro della Salute Francesco Storace, chi critica il Papa lo insulta, «vuol dire che si sta perdendo la testa». Il segretario dell’Udc, Marco Follini, insegna: «Il Santo padre ha il diritto di esprimere un’opinione e di assumere una responsabilità. Non c’è ragione al mondo per cui al Papa non sia consentito di dire la sua opinione».. ldem, grosso modo, Giuseppe Fioroni, della Margherita, sostenitore della legge 40. Piero Fassino, sulle dichiarazioni del cardinale Ruini: «Ha diritto di esprimere la sua posizione. E’ un cittadino italiano e, come tutti i cittadini italiani, ha diritto di farlo. Ma non condivido l’appello che viene da Ruini ad astenersi, perché penso che l’astensione sia un equivoco: uno vota Sì se è favorevole, No se è contrario. Se ha un dubbio e non vuole pronunciarsi, e ha diritto di non pronunciarsi, ha un modo trasparente per farlo: vota scheda bianca». E sul Papa. «Tutti devono avere rispetto dell’intervento del Papa e questo è l’atteggiamento di ciascuno di noi», ma chi vuole che questa legge debba essere cambiata deve essere libero di farlo. Luca Volonté sorvola sulla Cdl, straparla sull’Unione: «E’ scandaloso che con tutti i suoi crudeli e falsi distinguo, anche il segretario Ds arrivi a difendere la libertà di opinione del Santo Padre e della Chiesa italiana, mentre il candidato presidente Prodi si trincera dietro il soave silenzio». Il fronte degli astensionisti esulta, «Comitato Scienza e Vita», in prima fila, mentre Riccardo Pedrizzi di An ci mette in mezzo gli appelli del Papa alla pace, «tanto amati dalla sinistra» e argomenta così l’assoluta incoerenza di chi oggi critica la Chiesa per l’ingerenza. Non annota che sulla pace gli appelli del papa sono stati inascoltati dal suo partito e dal governo. Particolari. Elettra Deiana di Rc non è sorpresa: «Non c’era da dubitare che papa Ratzinger lanciasse la sua crociata contro le donne, contro la laicità dello Stato, contro la libertà e la responsabilità dei cittadini italiani». Telegrafico il tesoriere del Comitato pro-referendum, Lanfranco Turci: «Quanti invitano ad astenersi dal partecipare a una consultazione democratica come il referendum non fanno opera di illuminazione, ma di oscuramento della coscienza morale e dell’impegno civile del Paese». Furibonda Emma Bonino: «Mi auguro che la classe politica scenda in campo per difendere la laicità dello Stato». Di tutt’altra opinione Maria Pia Garavaglia, vicensindaco di Roma: «Sono una donna italiana che non avverte nessuna crociata del Papa contro le donne. Anzi ringrazio il Papa perché è a fianco delle donne che, portatrici della vita, non possono che essere favorevoli ad ogni scelta che la tuteli e la valorizzi».