Si segnala un articolo apparso l’11 settembre sul settimanale the Economist relativo allo stato della ricerca sulle cellule staminali per la lotta al cancro.
Viene esposto come tra numerosi biologi e oncologi stia prendendo piede l’idea secondo cui la maggior parte – se non la totalità – dei tumori possa vedere coinvolte le cellule staminali.
In altre parole i tumori sarebbero generati e sostenuti da un risttretto numero di cellule le cui figlie sono cresciute all’interno dei tessuti di un tumore piuttosto che dalle figlie di cellule staminali sane cresciute all’interno dei normali tessuti che danno forma al corpo.
Ciò aprirebbe nuove vie nel modo di trattare i tumori. Se fossero sradicate le cellule staminali, dovrebbe esaurirsi il tumore. E se i tumori secondari – quelli che realmente portano alla morte in numerosi casi di cancro – sono il risultato ci cellule staminali fuoriuscite dal tumore primario, come sembra probabile, con questa scoperta si renderebbe molto più facile il loro trattamento.
All’interno dell’editoriale è presente il link ad un altro interessante articolo sempre relativo alla ricerca sul cancro ("The root of all evil?", 11 settembre 2008).
Per chi fosse interessato rimandiamo alla lettura dell’articolo sul sito web del giornale (in inglese).