Se i radicali dicono: “denunciate”!

Il caldo invito a perseguire chi obietta alla pillola del giorno dopo

Carissimi radicali, non vi riconosciamo più. Ma è proprio la vostra bella e battagliera radio, quella che invita a scaricare dal sito dell`Associazione Coscioni i moduli per denunciare-querelare i farmacisti che si appellano all`obiezione di coscienza per non vendere la pillola del giorno dopo, nonché i medici ospedalieri che per lo stesso motivo si rifiutano di prescriverla? Ma come vi è saltato in mente? Denunce? E magari processi? E peccato che non sia possibile mandarli in galera? Tutto ciò invocato e promosso da voi? Proprio da voi che dell`obiezione di coscienza siete gli inventori?

Voi, libertari e liberali che combattete per la laicità, voi che non siete interessati all`unione dei laici ma all`unità laica", come diceva Franco Roccella e come non ha mai smesso di ripetere Marco Pannella? Voi che contemplate per statuto, vocazione e Dna la possibilità di dire dei no in nome della libertà di coscienza? Etriste ma è così. Nel vostro "manuale di autodifesa dal proibizionismo sulla salute", intitolato "Soccorso civile", tra un consiglio su come "ottenere l`eutanasia" e uno su come aggirare i divieti della legge 40, alla voce "pillola del giorno dopo" vediamo spuntare i moduli di cui sopra. Istruzioni per l`uso "affinché si proceda" – c`è scritto – nei confronti di medici e farmacisti obiettori. Nel loro caso, dite, non si tratta di obiezione ex lege 194, perché la pillola del giorno dopo non è abortiva (ma sul bugiardino della casa farmaceutica che la produce si dice che può impedire l`impianto dell`ovulo fecondato: finché è così, farmacisti e medici sono autorizzati a fare obiezione). Comunque. in ogni caso, vi pare il caso?