Sono stati individuati ieri altri otto bambini che sono venuti in contatto con il bacillo della tubercolosi, tra i 1271 nati negli scorsi mesi al Policlinico «Gemelli», dove un`infermiera del reparto di Neonatologia si è scoperta malata alla fine di luglio. Intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha predisposto una circolare da inviare alle Regioni per ribadire e rafforzare le norme di precauzione necessarie alla sicurezza negli ospedali, soprattutto verso i pazienti più fragili, bambini e anziani. Gli otto nuovi casi sono stati individuati nei controlli effettuati ieri: sei sono neonati del mese di luglio, due sono bimbi nati a marzo. Le famiglie di tutti i i piccoli sono state avvisate e verranno sottoposti alla profilassi come i primi due casi scoperti nei giorni scorsi. «Non ci troviamo di fronte a un`epidemia, e tutto è sotto controllo» aveva sottolineato ieri mattina il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che è anche assessore regionale alla Salute ad interim, annunciando che i controlli sono stati incrementati fino a 150 al giorno – 50 in ciascuno dei tre ospedali incaricati: Gemelli, Bambino Gesù e Spallanzani – per poter completare l`indagine entro la fine del mese di agosto. Anche l`epidemiologo dell`Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, invita a non esagerare con l`allarme: «Essere positivi al test non significa necessariamente ammalarsi». Un concetto ribadito da Alberto Villani, dell`Unità di pediatria generale e malattie infettive del «Bambino Gesù» di Roma: «In pura teoria un soggetto sano in buone condizioni di salute ha delle scarsissime possibilità di ammalarsi anche se in contatto col bacillo, lo stesso vale per il bambino anche se le sue difese immunitarie sono meno potenti». Sulla stessa linea il ministro della Salute Ferruccio Fazio: «Stiamo seguendo con la massima attenzione la vicenda del Gemelli anche se non c`è nessun allarme. In Italia le persone che entrano in contatto con il bacillo della Tbc e possono risultare positive ai test sono milioni, anche se solo in circa 4mila casi l`anno, meno di u no su 2mila, si sviluppa la malattia, che è oggi del tutto curabile». La circolare che viene inviata alle Regioni quindi, intende sottolineare la necessità, aldilà della vaccinazione (poco affidabile per la Tbc), di controlli periodici del personale a contatto con i pazienti più fragili, bambini e anziani. Intanto proseguono la terapia di profilassi i primi due bambini che sono venuti in contatto con il bacillo, ma sono risultati negativi alla radiografia del torace. Spiega il direttore del Dipartimento di Scienze pediatriche del Policlinico dell`Università Cattolica, Costantino Romagnoli: «Sono protocolli internazionali, si somministra un chemioterapico una volta al giorno per un lungo periodo che dura dai 4 ai 6 mesi». Anche l`infermiera malata sta rispondendo bene alle terapie: «Si sente in qualche modo responsabile di quello che è successo, anche se non c`entra nulla», rimarca Lindo Zarelli, direttore sanitario dello «Spallanzani». «Era andata a farsi visitare quando aveva la tosse ed era anche vaccinata. Non poteva immaginare di avere laTbc». Resta ancora da scoprire come l`abbia contratta. Ora si faranno 150 test al giorno per poter finire entro il mese di agosto
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