Ru486, scontro a Niguarda sulla pillola abortiva

Il comitato etico: richiesta ancora da valutare. I medici che hanno presentato la domanda: andremo avanti

Battaglia all’ospedale di Niguarda per la sperimentazione della pillola abortiva Ru486. Un gruppo di medici ha presentato al Comitato etico scientifico dell’ospedale una richiesta di sperimentazione secondo lo stesso protocollo seguito al Sant’Anna di Torino e autorizzato dal ministro della Salute, Francesco Storace.

Ieri pero l’ospedale ha diffuso una precisazione: «A quanto risulta alla direzione generale e alla direzione sanitaria di Niguarda, attualmente non è stato sottoposto all’esame del Comitato etico scientifico ospedaliero alcun protocollo relativo alla sperimentazione citata. Pertanto l’ ordine del giorno della prossima seduta del comitato etico non prevede alcuna valutazio ne in merito». Il Comitato etico scientifico di Niguarda si riunirà venerdì. La richiesta non è all’ordine del giorno ed è quindi difficile che venga esaminata, ma la battaglia è aperta. Il dottor Maurizio Bini che guida i 5 medici non obiettori di Riguarda («Siamo davvero pochissimi») conferma che la richiesta di sperimentazione, sollecitata ai medici non obiettori di Riguarda da Radicali e Socialisti, è stata presentata tra giovedì e venerdì della settimana scorsa, e appoggiata da documentazioni sulla Ru486. «Non abbiamo ricevuto risposta – spiegano – ma chiediamo che il Comitato etico scientifico dell’ ospedale valuti la richiesta, che va nella direzione di rendere meno traumatica l’interruzione di gravidanza per la donna e per il feto. Il Comitato etico scientifico potrà dare parere contrario, come suo diritto, ma non può non esaminare la richiesta che gli abbiamo avanzato».