Un colpo di acceleratore alla liberalizzazione delle farmacie, con l’apertura di 2-3mila nuovi esercizi senza più vincoli di orario e turni di apertura. Un colpo di freno invece sulla liberalizzazione dei farmaci "a pagamento" di fascia C, che resteranno, almeno per ora, nei banconi delle farmacie. Che potranno però applicare sconti su tutti i medicinali, compresi quelli rimborsabili di fascia A, che gli assistiti per evitare trafile burocratiche e ticket a volte più costosi del prezzo di vendita, acquistano di tasca propria, con una spesa annua di circa 900 milioni di euro.
E’ con più di una novità, e un compromesso che non riscuote comunque il consenso dei titolari di farmacia, che il decreto sulle liberalizzazioni si avvia al Consiglio dei ministri di domani. Un testo giudicato definitivo nei sui principi cardine dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, "ma che necessita ancora di alcune limature – precisa che saranno apportate dal Ministero della salute".
Per ora è confermato l’abbassamento del "quorum" di una farmacia ogni tremila abitanti. Basterà una eccedenza di 501 abitanti per aprire un secondo esercizio, mentre nei comuni con meno di novemila abitanti l’eccedenza dovrà essere di 1.500. In pratica nei piccoli centri una seconda farmacia si potrà aprire quando si supera la soglia di 4.501 abitanti. Dalle prime valutazioni degli addetti ai lavori il tutto dovrebbe tradursi con l’apertura di 2-3mila nuove farmacie. Comprese quelle che in base al decreto potranno aprire i battenti anche in porti, aeroporti, stazioni ferroviarie ed aree di servizio autostradali, centri commerciali e centri di vendita con superficie superiore a 10 mila metri quadri, purché non ci sia un’altra farmacia nel raggio di 1,5 Km. Per questi nuovi esercizi è previsto un diritto di prelazione da parte dei Comuni fino al 2020.
Nelle regioni che entro il 1˚ marzo 2013 non avranno assegnato per concorso almeno l’80% delle nuove farmacie la vendita dei farmaci di fascia C sarà consentita anche nei supermercati e nelle parafarmacie. Anche se nel frattempo l’Agenzia italiana del farmaco sta mettendo a punto la lista dei medicinali a pagamento che diventeranno senza obbligo di ricetta e perciò vendibili anche fuori dal canale farmacia, lista che dovrebbe riguardare circa il 50% del mercato da 3,2 miliardi dei medicinali di fascia C.
I concorsi per le nuove farmacie dovranno essere riservati dalla regioni ai farmacisti non titolari e "ai titolari di farmacia rurale sussidiata".
Se non lo faranno perderanno l’accesso ai finanziamenti integrativi del servizio sanitario nazionale. Inoltre per dare una mano ai farmacisti che una farmacia non ce l’hanno il decreto prevede poi che i laureati in farmacia concorrano anche in forma associata ai concorsi, sommando i titoli posseduti, e un punteggio ad hoc è riconosciuto ai farmacisti che già lavorano negli esercizi commerciali.
Se verrà confermata la bozza oggi in circolazione finiremo anche di tribolare per la ricerca delle farmacia "di turno".
Il decreto liberalizza infatti sia orari di apertura che turnazioni, mentre gli sconti potranno essere praticati su tutti i medicinali "pagati direttamente da tutti i clienti".
Fa poi già discutere la disposizione che obbliga i medici a scrivere nella ricetta anche il nome del farmaco generico equivalente la pillola "griffata".
Plaudono ovviamente i produttori aderenti ad Assogenerici, che parla di "passo significativo per rimuovere uno dei principali colli di bottiglia della spesa sanitaria", mentre per Farmindustria si tratta di un obbligo inutile "perché lo Stato già rimborsa il prezzo più basso". "Una forzatura assurda" la definisce il segretario del sindacato dei medici di famiglia Fimmg, Giacomo Milillo, che annuncia già ricorsi contro la norma.
Iniziative di protesta vengono invece preannunciate da Federfarma, che lamentandosi della indisponbilità del Ministro Balduzzi ad un incontro, boccia il provvedimento pur dichiarandosi disponibile all’apertura di duemila nuove farmacie, purché, mettono in chiaro, non si abbandoni il servizio farmaceutico alla grande distribuzione.
© 2012 La Stampa. Tutti i diritti riservati