Risposta al Corriere della Sera all’intervista , domenica 27 novembre, al Dott. Semprini sul parto della cantante Gianna Nannini. TITOLO: “Tutte le donne di 54 anni possono realizzare il proprio sogno” (pag. 20)

Enrico Ferrazzi, Guido Ragni

 “ Tutte le donne di 54 anni possono realizzare il proprio sogno” si scriveva domenica su questo autorevole quotidiano nazionale. A fronte di questo titolo le segreterie delle società scientifiche che rappresentiamo sono state tempestate da decine di telefonate indignate da parte di specialisti di medicina della riproduzione che lavorano in centri pubblici o grandi centri privati accreditati. Siamo abituati alla esposizione pubblica dei dettagli delle vicende personali delle star, salute, amori, nascite, al di la di ogni privacy e intimità. A volte, la loro felicità può anche aiutare a proporre modelli positivi, a volte no.

Le parole chiave su cui però la lunga intervista induce a fortissime perplessità e ad una necessaria riflessione sono “donne di 54 anni”, “ tutte” “il proprio sogno” .

Incominciamo dalla voluta confusione che si fa tra scienza e medicina. Sostenere che la scienza consente di controllare la biologia della donna dilatandone la potenziale fertilità sino presso ed oltre la menopausa genera un messaggio tipico della cultura degli anni settanta del secolo scorso: siccome un uomo ha camminato sulla luna, tutti gli uomini possono andare sulla luna. Certo possiamo provare a conservare in freezer gli ovociti di donne giovani (non oltre però i 38-40 anni!!) a rischio di perdere le ovaie. Possiamo con cure particolare stimolare ovulazioni in ovaie che hanno quasi cessato la loro vita biologica come conseguenza di malattie, ma quale è la percentuale di successo di queste “cure”, quanti bimbi a casa sani dopo queste cure in età avanzata? . Il problema che la medicina e la società civile però giustamente si deve porre di fronte a questi esperimenti scientifici è relativo ai costi. Un trattamento oneroso per costi e risorse umane impegnate, ripetuto quattro cinque volte su cento donne, per ottenere questo misero risultato: il 2% di successi!!! A chi sottraiamo questi fondi che paghiamo con le nostre tasse per la sanità, quali felicità non consentiamo, o peggio quali dolori non potremmo curare se il superficiale messaggio che “avere figli a 54 anni non è una questione di VIP” dovesse davvero essere recepito come vero, e non solo come pubblicità.?
In realtà le società scientifiche ostetrico-ginecologiche hanno da più parti fissato dei limiti all’accesso alle cure gratuite per trattare la sterilità di coppia proprio in base ai risultati della medicina di eccellenza , in quanto la società non può permettersi di pagare i sogni improbabili di pochi.

Ecco : i “sogni”!. Il diritto di perseguire la felicità, “i sogni” è un diritto inalienabile della persona. Come medici e come uomini siamo felici quando un nuovo bimbo viene al mondo, ancor di più se amato. Dobbiamo però combattere la “medicina impossibile” a favore della” medicina sostenibile”.
La combinazione di medicina tecnologica e mercato hanno indotto le persone a credere che, quando tutto sembra perduto, la medicina può salvarle dai loro errori. Il nostro compito di medici è anche quello di mettere a nudo le perniciose conseguenze di questo condizionamento, che può indurre, in molte donne, false aspettative, recando loro dolore con alti costi, sia monetari che psicologici Il “proprio sogno” non deve essere usato per portare indietro l’orologio della cultura e andare contro la necessità di una serena educazione scientifica della donna e delle coppie proprio sulla loro fertilità.

Guido Ragni
Presidente della Federazione Italiana delle Società Scientifiche della Riproduzione
Enrico Ferrazzi
Presidente della Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia

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