ROMA – «Sono per quattro sì. Ma ne sarebbe bastato uno solo se la Corte Costituzionale avesse ammesso il quesito diretto all’abrogazione totale della legge n. 40». Pietro Rescigno, illustre civilista, è componente del Comitato nazionale di bioetica oltre che presidente della commissione di bioetica presso l’Accademia dei Lincei. E’ uno dei coautori del libro «La fecondazione assitita, riflessioni di otto grandi giuristi», voluto dalla Fondazione Umberto Veronesi per spiegare alla gente le ragioni del sì al referendum del 12-13 giugno. E non ha dubbi sul fatto che si tratti di «una legge sbagliata e contraddittoria».
Per quali ragioni, professore?
«Di esempi se ne potrebbero fare diversi. Ne basti uno per tutti: si vieta la fecondazione eterologa, ma poi si fa obbligo all’uomo che vi acconsenta, marito o compagno che sia, di non disconoscere il figlio. E’ una contraddizione in termini, non crede?»
E’ un modo di mettere una pezza. Ci sarà anche chi tenterà di eludere la nuova legge, se resterà così, andando all’estero.
«Ma la legge vieta la fecondazione eterologa in termini generali, mentre la Cassazione aveva già affermato che chi vi acconsente ha l’obbligo del riconoscimento, sulla base di un’idea di “paternità morale
Rescigno: quattro sì contro norme che negano la ricerca
Lucia Pozzi
di Lucia Pozzi, da Il Messaggero