Referendum: Il fronte del sì via sms: andate presto alle urne

Messaggi e email: così si aiuta il quorum. Pochi votano all’estero. Il Polo: nessun dato a seggi aperti. Ma Pisanu: daremo l’affluenza. Dal Corriere della sera

ROMA – In realtà le urne sono già aperte. Gli oltre 2 milioni e mezzo di italiani residenti all’estero stanno già votando, spedendo ai consolati le schede ricevute a casa. I dati parziali parlano di un quorum molto lontano. Anche per questo il comitato per il sì chiede al governo di informare i cittadini sul voto via sms e pensa di rivolgere lo stesso appello alle Regioni. Anche il fronte del no alza la voce: 400 medici hanno firmato un manifesto per il non voto e il ministro Enrico La Loggia (Fi) ha aderito al comitato per l’astensione: «Bisogna difendere una legge importante per la difesa dell’embrione – dice – e che mette un freno a forme inquietanti di sperimentazione». Il tribunale di Roma ha archiviato la denuncia di Severino Antinori a carico dei presidenti delle Camere, di alcuni ministri e del cardinale Ruini, a favore dell’astensione.

ITALIANI ALL’ESTERO – Fino a ieri aveva votato il 26% degli italiani a San Paolo in Brasile, il 18% a Caracas in Venezuela, il 13% a Los Angeles e il 10% a Miami negli Usa, il 3% a Toronto, in Canada. Aggiornate a lunedì le percentuali di Bruxelles (16%), Parigi (12%) e Madrid (10%). Per votare c’è tempo fino alle 16 di oggi (ora locale). La percentuale dei votanti sarà comunicata lunedì pomeriggio, quando le schede saranno scrutinate a Roma insieme a tutte le altre. Ma sembra difficile avvicinarsi al 25% raggiunto per il referendum del 2003.

ELENCHI – Il ministro dell’Interno ribadisce che gli italiani all’estero con diritto di voto sono 2.655.033: «Questi elenchi – spiega Giuseppe Pisanu – costituiscono il risultato di una scrupolosa verifica che ha permesso di cancellare le persone decedute, irreperibili, rimpatriate o che abbiano perso la cittadinanza». Per Daniele Capezzone, segretario dei Radicali, la «verità è che un numero altissimo di persone (forse più di 700 mila, oltre il 2% del quorum) non potranno votare ma saranno conteggiate». Aggiunge Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil che nel comitato per il sì ha seguito la vicenda: «Abbiamo centinaia di segnalazioni di persone che non hanno ricevuto le schede. I consolati sono stati molto parchi nel dare informazioni».

SMS – L’appello per gli sms informativi, a cui ieri si è unito Piero Fassino, non ha ancora avuto risposta dal governo. Ed è per questo che il comitato per il sì pensa di fare la stessa richiesta alle Regioni. I governatori possono avere accesso agli elenchi dei numeri di cellulare ma, ormai a poche ore dal voto, l’operazione non è facile. Ci sono gli sms e le email private, mandate ad amici e parenti per invitare al voto. Con una tesi particolare: votate domenica mattina presto, così la percentuale sarà alta e anche gli astensionisti, spaventati, andranno alle urne. Il ministero dell’Interno conferma che i dati sull’affluenza saranno comunicati anche nel corso della domenica, nonostante la richiesta contraria di FI, An e Udc.
QUORUM – Emma Bonino è fiduciosa: «Sul quorum tutto si deciderà in questi giorni». Fassino annuncia che «anche se il quorum non ci sarà, daremo battaglia in Parlamento perché si faccia una buona legge». Mentre Luciano Violante replica a Pier Ferdinando Casini, secondo cui fa disinformazione chi considera la legge sulla fecondazione come il primo passo per cambiare quella sull’aborto: «È da apprezzare – dice Violante – che il presidente abbia assicurato che la legge 194 non è in discussione». Ma è lo stesso capogruppo ds a ricordare che diversi esponenti della maggioranza (cita Gasparri, Sirchia e Sestini) hanno parlato di modifiche alle norme sull’aborto.

400 MEDICI – Ci sono nomi illustri fra i professori che hanno firmato l’appello per il non voto. Dice Luigi Frati, preside della Facoltà di Medicina della Sapienza di Roma: «Mi rifiuto di fabbricare un embrione come pezzo di ricambio per un’altra persona». Aggiunge Paola Binetti, presidente del comitato Scienza e vita: «Non c’è una sola prova dei risultati scientifici della ricerca sulle staminali embrionali».