Qual è il significato di questo documento?
«E’ un segnale di enorme importanza per la comunità scientifica — lo interpreta Carlo Alberto Redi, citochimico del Dna all’università di Pavia, che studia le cellule staminali del topo ed è favorevole all’abolizione dei divieti chiesta con ilreferendum —In soli sei mesi le indicazioni dei medici hanno trovato ascolto, nonostante la posizione di chiusura del presidente Bush. Proprio il contrario rispetto a quello che succede in Italia».
Si spieghi.
«Ogni tipo di indagine sugll embrioni da noi è vietata dalla legge 40, sulla procreazione medicalmente assistita. Invece gli Usa hanno compreso che non possono permettersi di mantenere una posizione arretrata e hanno deciso di darsi regole affinchè la ricerca in questo settore non resti ingabbiata. Si sono resi conto che per non subire limitazioni centinaia di cervelli americani sono venuti a lavorare in Europa, in Gran Bretagna, e hanno cambiato atteggiamento».
Ma è proprio indispensabile scomodare gli embrioni?
«Chiariamo subito. Qui parliamo di ricerca e basta su embrioni che non servono più alle coppie. Certo che è indispensabile. Bisogna capire i meccanismi della staminalità che è ancora un buco nero. Sappiamo usare le cellule adulte, ma in realtà non abbiamo capito nulla dei meccanismi cellulari. Colmare la lacuna è un dovere nei confronti delle generazioni future».
Redi, come giudica nel complesso le linee guida?
«Mi sembrano equilibrate perchè, come quelle inglesi, sono basate sul concetto dell’informazione alle coppie donatrici. Certo la comunità scientifica non gradirà la raccomandazione di non creare chimere, cioè embrioni animali umanizzati o il contrario. Fare chimere per i biologi è molto importante perchè se ne ricevono preziose informazioni. Ma l’opinione pubblica andava in qualche modo rassicurata. Non c’è il rischio che un domani vengano tentate fughe in avanti».