Quorum, il ministro dà i numeri

S. G.
Pisanu si difende dalle accuse sul quorum lievitato con il voto degli italiani all’estero e dei soldati in missione. Rettificando le sue cifre «esatte» di qualche settimana fa.

Francesco Rutelli oggi, al Residence di Ripetta a Roma, annuncia che esprimerà la sua posizione sui quattro quesiti. Il leader della Margherita – che ha determinato l’approvazione della legge 40 con il suo voto e con quelli di gran parte del gruppo parlamentare centrista – l’aveva promessa già all’indomani delle elezioni siciliane. L’ha tirata così alle lunghe da farla giungere a nove giorni dal voto. Lunedì – stessa location – Piero Fassino e Giuliano Ferrara si sfideranno in un faccia a faccia che speriamo non scivoli in un corpo a corpo (per il povero Fassino che ne avrebbe sicuramente la peggio). E Bobo Craxi, del Nuovo Psi, invita Berlusconi a «rompere ogni indugio». Ma, al di là dei one men show, dei silenzi reticenti, dei duelli e delle crisi isteriche dei fedeli di Ruini a ogni defezione all’astensionismo in area cattolica (il «richiamo» a don Gallo docet) cresce la polemica sul quorum gonfiato con il voto degli italiani all’estero.

Il ministro degli interni Pisanu aveva dichiarato tranquillamente che il 12 giugno avrebbe concesso il voto a 2 milioni 800 mila italiani all’estero, un numero determinato con tanta esattezza da essere smentito subito. L’allineamento dei dati dell’Aire (l’anagrafe degli italiani all’estero) e quelli dell’anagrafe consolare ha raggiunto solo quota 60%: il 40% degli aventi diritto non riceverà il plico elettorale, pur essendo calcolato ai fini del quorum. Una polemica cresciuta di tono anche ieri, a parata militare appena conclusa. I Radicali, in presidio davanti a Palazzo Chigi per assicurare il diritto di voto al referendum ai soldati italiani in missione all’estero che «rischiano la vita ma non gli è consentito di votare», denunciano le tre truffe sul quorum: 30 mila militari italiani all’estero che non avranno diritto di voto; gli invalidi gravi cui si continuano a negare quelle forme di accompagnamento che la legge prescrive; gli elettori italiani residenti all’estero. «Nessuno – ha detto Capezzone — ci ha risposto sul quorum che si alza del 2,5-3% per gli italiani all’estero nonostante tra questi 1 milioni e 200 mila non riceveranno neanche il plico elettorale». Tra l’anagrafe dell’Aire e quelle consolari c’è, e lo conferma il ministro Tremaglia, uno scostamento del 40%. Gli italiani all’estero, per Pisanu, sono 3 milioni e 800 mila ma di questi oltre un milione sono morti o dispersi. Piccata la smentita di Pisanu in una nota diffusa dal Viminale: non si lascerà coinvolgere nelle «strumentali polemiche» sul computo degli italiani all’estero per la determinazione del quorum».

Il ministero dell’interno e degli esteri hanno aggiornato l’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero ai fini della formazione delle liste elettorali: sono 3.439.846, di cui gli aventi diritto sono 2.665.081: concorreranno al calcolo del quorum, voteranno per corrispondenza e starebbero ricevendo i relativi plichi. Numeri che arrivano dopo una «scrupolosa verifica che si è conclusa il 26 maggio». Attenzione, però, non potranno farlo in 5.676 che pure ne avrebbero diritto perché risiedono in paesi che non hanno siglato la convenzione sul voto per posta. Ma niente paura, avranno la possibilità di votare in Italia «avvalendosi delle agevolazioni di legge e proprio per questo saranno calcolati per determinare il quorum». «Il comportamento di Pisanu è inaudito e sfacciato», replica Capezzone. Conferma le nostre denunce, difende la truffa del quorum, non risponde sul militari all estero e aggiunge al danno la beffa, invitando alcuni connazionali all’estero a rientrare in Italia». Ma si sa, per accrescere il quorum tutto fa brodo.